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Salerno Porta Ovest   freccia

LA GALLERIA PER IL PORTO

Il progetto generale prevede la sistemazione dal nodo Cernicchiara al sistema di interconnessione città-autostrada-porto infatti ridisegna:
• lo svincolo all’Autostrada e l’area del vallone Cernicchiara, con la realizzazione di un nuovo snodo viario che consente maggiore fluidità ai flussi in ingresso e uscita dallo svincolo autostradale e dirama le diverse percorrenze da e verso il porto, da e verso la città.
• due tratti di nuova viabilità in galleria, uno da via Fra’ Generoso a Piazza San Leo ed un secondo dalla nuova rotatoria Poseidon su via Alfonso Gatto che consentiranno la separazione dalla viabilità urbana dei mezzi pesanti diretti verso il porto, rendendo fruibile al solo traffico locale la viabilità esistente a monte del centro storico.
• l’allargamento dell’ultimo tratto del viadotto Gatto per facilitare la separazione dei flussi di traffico diretti verso il centro di Salerno da quelli diretti al porto.
• la mitigazione dell’impatto ambientale del viadotto mediante la realizzazione negli spazi sottostanti di parcheggi veicolari e terminal bus.

I punti di ingresso e uscita in galleria sono studiati sul piano progettuale per il minor impatto ambientale e paesaggistico nei punti maggiormente delicati sul piano orografico e antropico: gli imbocchi delle gallerie a nord in prossimità del nuovo snodo viario, le immissioni del tratto in galleria lungo la via Gatto sono proposte con ipotesi di soluzioni spaziali e architettoniche che mirano a considerare l’infrastruttura non solo come un elemento funzionale di raccordo, ma come parte integrante del paesaggio naturale e antropico.

Il progetto, finanziato per un importo di oltre 146 milioni di euro, si attua attraverso due lotti:

- il primo riguarda la realizzazione del ponte sul vallone del Cernicchiara, collegamento fra via Fra’ Generoso e via Risorgimento in corrispondenza delle due aree di servizio, la realizzazione dell’area attrezzata a valle di via Risorgimento, in prossimità del viadotto autostradale, e la sistemazione di via Risorgimento con l’ampliamento dell’incrocio con via Cernicchiara;

- il secondo lotto prevede la realizzazione dei principali interventi strutturali: il nuovo svincolo autostradale, le due gallerie e le rotatorie Poseidon e San Leo, l’ampliamento e la mitigazione ambientale del viadotto Gatto.

Nell’ambito del primo lotto del progetto si prevedono sostanzialmente due tipologie di interventi: la prima sul costruito, con la sistemazione di via Fra’ Generoso e via Risorgimento, la realizzazione di percorsi pedonali lungo tale via e di una zona di arredo urbano a valle dei piloni del viadotto autostradale sul lato verso il vallone di Cernicchiara; la seconda, di nuova edificazione, riguarda la realizzazione di un ponte di collegamento fra via Fra’ Generoso e via Risorgimento in corrispondenza delle due aree di servizio oggi esistenti. In tutta l’area d’intervento è riprogettato il sistema di illuminazione, sia stradale che pedonale.
La piazza attrezzata si colloca fra via Risorgimento ed il vallone di Cernicchiara appena a valle dei piloni del viadotto autostradale. Si tratta di un area di circa 80 metri di lunghezza per una profondità media di circa 10 metri.
Elemento fortemente caratterizzante l’intero intervento della piazza urbana è costituito dagli corpi illuminanti, lampioni tipo “solar tree” inseriti in rapporto al disegno della pavimentazione, composti da un’insieme di lampade con pannelli fotovoltaici incorporati. Questo sistema di illuminazione oltre a diventare un importante elemento di arredo dell’area, grazie alla elevata qualità di design, ha il vantaggio di essere autosufficiente in termini energetici grazie ai pannelli fotovoltaici incorporati.
Il nuovo ponte, che collega via Fra’ Generoso con via Risorgimento in corrispondenza delle due aree di servizio oggi esistenti, è una struttura in cemento armato con una luce di circa 55 metri sul vallone di Cernicchiara. Ha una sagoma ad arco ribassato, con sezione variabile, che conferisce al manufatto un’immagine estremamente snella nella sua estensione, arrivando alla massima sottigliezza nel centro dell’arco.
La sede stradale del ponte è a due corsie. Oltre i marciapiedi, sul lato esterno del ponte, a fare da protezione laterale ai percorsi pedonali sono due tubi in acciaio corten (uno per lato) di 80 cm di diametro, posti a 130 cm da terra filo inferiore, sotto i quali sono posizionati come ulteriore protezione degli elementi verticali in acciaio ad una distanza fra loro di 10 cm, permeabili alla vista in modo da lasciare libero l’angolo di visuale dei pedoni verso il vallone di Cernicchiara. La larghezza totale della struttura del ponte arriva così a 13.20 metri.
Elementi fortemente caratterizzanti l’immagine complessiva del ponte sono le quattro turbine di generazione di energia da fonte eolica poste sul tubo di protezione in corten lato monte e l’illuminazione sia della carreggiata che dei due percorsi pedonali laterali con elementi bassi localizzati in corrispondenza dei guard rail. Corpi illuminanti che proiettano luce nelle due direzioni, più intensa verso la carreggiata, con funzione di segna passo verso i marciapiedi.
L’estrema semplicità della figura del ponte e la forma delle spalle di appoggio, conformata alla morfologia del costone, rendono questa struttura un elemento fortemente integrato nel paesaggio naturale ed antropico in cui va ad inserirsi.

Il secondo lotto del progetto, ben più ampio, prevede:
- la nuova uscita in galleria dall’A3 per le direzioni provenienti da sud
- il completamento della viabilità esterna a Cernicchiara con la sistemazione definitiva dello snodo viario fino all’imbocco della Galleria (Frà Generoso) e la rotatoria a nord verso la cava
- la realizzazione dei due tratti di viabilità in galleria (Cernicchiara e Ligea) ognuno realizzato attraverso doppia canna, una per ciascun senso di marcia;
- la sistemazione dell’imbocco della Galleria Cernicchiara a sud e del Piazzale san Leo;
- la sistemazione del tratto di via Gatto tra le due gallerie tre corsie carrabili;
- la sistemazione dell’imbocco nord della galleria Ligea (Poseidon);
- l’innesto della viabilità in uscita dalla galleria sull’attuale viadotto Gatto con realizzazione di una corsia in affiancamento.
- la mitigazione ambientale del viadotto gatto con la realizzazione di spazzi attrezzati nell’area sottostante il viadotto

La nuova uscita dell’autostrada A3, lungo la direzione sud-nord, è senza dubbio il primo intervento necessario per ottenere il miglioramento dei flussi, separando in pratica l’uscita dall’immissione che rimane quella esistente. Il potenziamento dell’attuale svincolo con la realizzazione di un nuovo snodo migliora la fluidificazione dei traffici, distribuisce la viabilità, separando quella diretta al porto che prosegue in galleria e quella urbana in ingresso e uscita dall’autostrada/tangenziale. Il flusso proveniente da sud verrà incanalato con una nuova uscita dell’A3, prima dell’attuale svincolo, attraverso un nuovo tracciato viario che prevede uno sfiocco all’imbocco della galleria Seminario tra Fratte e Cernicchiara.
L’ingresso in galleria allargato sarà trattato con il sistema dei tubi fioriti sistemati in numero di 4 degradanti nello spazio antistante la galleria. In uscita la nuova galleria passa, al di sotto del futuro Transit Point, per innestarsi direttamente sulla viabilità di Cernicchiara mediante rotatoria di nuova realizzazione, progettata nel rispetto dei vincoli e delle prescrizioni idrogeologiche, ambientali e paesaggistiche.
Altro elemento fondamentale del progetto è la realizzazione della galleria Cernicchiara, che collega via Fra’ Generoso con piazza San Leo. La galleria Cernicchiara prevede un sistema di doppia canna che garantisce la separazione dei due sensi di marcia. La sezione tipo presenta un trattamento della calotta con vernice antiossidante di colore bianco, ed è illuminata per mezzo di una in fila continua disposta al centro di proiettori a lampada fluorescente. Tale sezione si differenzia agli imbocchi per ca. 150m dove viene realizzato un rivestimento di tubi di calcestruzzo di diametro 8cm e distanziati di 10cm.
Il sistema dei tubi corre parallelamente al senso di marcia, coprendo l’intera calotta, fino a ca. 100m dall’imbocco, per i successivi 50m ca. il rivestimento si presenta “sfrangiato” ossia i singoli tubi s’interrompono in maniera irregolare evitando la sensazione di netta interruzione del rivestimento. Inoltre i tubi sono colorati con gradazioni che vanno dalle tinte chiare verso i toni del rosso e del blu con tagli di giallo. Il rivestimento è interrotto dalla linea corrispondente al posizionamento dei corpi illuminanti che in questi tratti oltre alla fila centrale sono rafforzati da altre due laterali per mitigare l’impatto luminoso differenziato tra l’interno e l’esterno.
L’imbocco della galleria dal lato di via Fra' Generoso è segnato da una struttura metallica a forma di cesto realizzata con tubolari metallici che accolgono il terreno per la copertura vegetale. L’esistente parete di contenimento terrazzata viene conservata parzialmente e mascherata da un piano inclinato il cui sviluppo in pianta segue l’andamento della viabilità in corrispondenza dello snodo; tale parete è costituita da una struttura metallica appoggiata direttamente sulla sottostante galleria e ancorata ai terrazzamenti esistenti, finita con lastre di pietra ricomposta posate a secco con tecnologia analoga a quella delle pareti ventilate con intelaiatura metallica. Il cesto fiorito è realizzato con una struttura composta da 5 elementi tubolari curvati, di sezione 80 cm, che partono dall’isola spartitraffico e si innestano direttamente e singolarmente sulla parete rocciosa sovrastante gli imbocchi delle due canne e la parete terrazzata di contenimento.
L’imbocco san Leo viene completamente riconfigurato dalla presenza delle due canne della galleria che, come per Frà Generoso, vengono schermate da un gruppo di elementi tubolari di 80 cm di sezione disposti “a pergola” e appoggiati a coppia su elementi metallici a trespolo. L’uscita dalla galleria è inoltre caratterizzata da un taglio obliquo che da terra proietta il fronte delle due canne verso l’alto fino a raccordarsi con il sistema delle mezze calotte che dalla galleria girano lungo la rotatoria. Per la riconfigurazione del piazzale e per realizzare una idonea viabilità di smistamento delle diverse percorrenze viene demolita la costruzione esistente addossata al versante collinare retrostante e conservati in parte alcuni muri di contenimento. Questo consente la realizzazione di un’ampia rotatoria ed inoltre la possibilità di riconfigurare il versante sul piano ambientale.
La galleria Ligea che collegherà la nuova rotatoria Poseidon con la parte bassa dell’attuale viadotto Gatto, presenta analogo trattamento in termini di sezione, finiture architettoniche (pavimentazioni pedonali, rivestimenti, illuminazione) e dotazioni di scurezza ed impiantistiche della galleria Cernicchiara.
In corrispondenza dell’imbocco a monte della galleria, per la riconfigurazione del piazzale e per realizzare una idonea viabilità di smistamento delle diverse percorrenze viene realizzata un’ampia rotatoria con lo sbancamento e la risagomatura dell’area a monte della preesistente viabilità di via Gatto, alla fine del viadotto che precede “villa Poseidon”. Tale rotatoria riconfigura il versante sul piano ambientale e ricollega la parte alta della città con il centro alla preesistente rampa pedonale che raggiunge via Monti all’altezza della scala mobile realizzata dall’Amministrazione Comunale, innestandosi in un percorso culturale/turistico che ripropone, fino al teatro municipale “Verdi”, l’antico percorso che collegava la città alta, in maniera particolare rione “Canalone”, al centro storico. Il lato della rotatoria sul quale sbucano le canne della galleria è costituito da una parete inclinata in terra rinforzata rinverdita delimitata da due muri di contenimento in pietra che si raccordano alla rotatoria ed ai muri di contenimento preesistenti sia morfologicamente (per la leggera svasatura) che matericamente (per il riproporsi del rivestimento in pietra).
L’imbocco della galleria, dal lato Ligea, è caratterizzato dall’ingresso delle 2 canne nel costone roccioso prospiciente via Ligea c a ca. 17 m s.l.m. Per il raggiungimento di tale altezza, viene realizzata una nuova opera infrastrutturale che allarga per 300 ml l’attuale viadotto per connettere l’imbocco e il sistema viario attuale. Il progetto si caratterizza in modo da divenire, pur nella sua complessità strutturale, elemento di notevole interesse architettonico.
Sul fianco dell’imbocco che si protende verso la città è prevista una struttura composta da 23 montanti e altrettanti cavi sospesi, ancorati a quota 30m, che caratterizzano la presenza dell’imbocco e mitigano la percezione visiva di quest’ultimo. Alle spalle della struttura a cavi sospesi, è presente, strutturalmente autonoma, un’area sistemata a verde alberato ad un’altezza di 17 ml. Tale sistemazione, perfettamente integrata nel paesaggio, mitiga, per i fruitori di via Ligea, la presenza dell’imbocco delle gallerie ed, al contempo, diviene una forte e piacevole caratterizzazione per l’ingresso ovest della città.
Lo spazio coperto che viene realizzato, al livello inferiore, distribuisce i flussi delle linee di bus e dei mezzi pesanti offrendo a queste la possibilità di deviare temporaneamente dal sistema viario “Ligea” e permettere anche un’area di scambio del sistema veicolare pubblico privato anche in previsione dei futuri sviluppi dell’area portuale, con una possibilità di attesa al coperto che potrà essere in futuro sviluppata come supporto al flusso turistico.