Inizio menù contenuti sito
Fine menù contenuti sito
Ti trovi qui:  home  freccia Vivi Salerno freccia Eventi

Mostra di Wanda Fiscina. Colore Plastico al Santa Sofia   freccia

05/06/2008 - dal 12 al 27 giugno 2008

Mostre -  Complesso Monumentale S.Sofia
Periodo: 12/06/2008 -  27/06/2008
Orario: 10-13 e 17,30- 20,30

A cura di Philippe Daverio e di Maria Giovanna Sessa

Grazie alla sensibilità dell’Amministrazione Comunale di Salerno, orientata al riconoscimento ed alla valorizzazione delle espressioni culturali ed artistiche più significative del territorio salernitano, giovedì, 12 giugno, alle ore 19, nella prestigiosa sede dell’ex convento di Santa Sofia, si inaugurerà la mostra:Colore Plastico, curata dal notissimo critico e sociologo dell’arte Philippe Daverio e da Maria Giovanna Sessa, storico dell’arte della Soprintendenza ai Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici di Salerno.
L’esposizione ripercorrerà le tappe salienti del lungo e fecondo percorso artistico di Wanda Fiscina, illustrando il suo impegno nell’ambito della ceramica, della pittura, della scultura.
L’artista, formatasi a Napoli in Discipline Pittoriche e Plastiche, vive e lavora a Salerno.
L’allestimento, ideato da Michelangelo Giovinale e realizzato dalla Bottega S. Lazzaro, esalta le esplosioni cromatiche che caratterizzano le opere della Fiscina e che corrispondono alla vivacità del suo temperamento d’artista, teso ad una continua sperimentazione e ad un’inesausta ricerca di materie e di tecniche esecutive.
Le superfici trattate appaiono crespate, imperfette, dense, materiche, tonalizzate da impasti cromatici in cui spesso l’acrilico si amalgama con frammenti ceramici, polveri di pigmenti, sabbia, colla, raggrumandosi in coaguli di materia e trascorrendo di colore in colore fino ad evocare profondità di atmosfere, estensioni marine, celesti spazialità che si fondono in continuità ideale.
I manufatti ceramici, come commenta Daverio, sono “vasi carichi di alveoli pulsanti, ceramiche che vivono dando l’impressione d’un ansimare nell’acqua e nel sale con fori osmotici e desiderio di dialogo con la luce filtrata”. Maria Giovanna Sessa evidenzia inoltre che: “germogli, canne, aculei, foglie, superfici madreperlacee e spugnose, forme discese dalla dimensione più profonda del cosmo, in cui coesistono principi di natura e di cultura, si cristallizzano in morfologie primordiali”
.Nell’artista la memoria del colore vivo e pregnante è un ricordo ancestrale che agisce ancora nel presente, rimandando al desiderio di vita, all’amore per la materia, in cui non esiste, non compare la figura maschile, ma soltanto il mondo nella sua realtà declinata al femminile.
La Fiscina battezza le sue opere mylitte,sirene, lunarie, donne-vaso ,denominazioni strettamente allusive ai concetti di fecondità, di energia, di vita ricercata alle origini, quasi per l’urgenza di scoprirne la molecolare struttura, il segreto ultimo. Esse nascono per condensazione, per accumuli di energia: l’energia della forma è concepita e manifestata nella propria assoluta ed astratta presenza, sottintendendo un divenire che rappresenta l’espressione profonda dell’essere.
L’artista rappresenta dunque,nella sua singolare e struggente semplicità ,l’evento della vita, il vivere degli uomini, la loro inesautibile volontà di fabbricarsi il proprio mondo con la terra, con l’acqua, con il fuoco. Nello spazio e lungo il fragile confine che separa la luce dal buio.

Approfondimenti

Titolo
File
Dimensione
Scarica l'invito Scarica l'invito 689,00 kByte