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XXI Festival di Musica Antica. Fino al 23 dicembre Chiesa SS.Annunziata    freccia

28/11/2008 - Convergenze/Deviazioni - L’Arte della variazione dal Barocco al Jazz

Festival -  Salerno centro
Periodo: 30/11/2008 -  23/12/2008
Orario: 21,00

Salerno, Chiesa della SS.Annunziata: 30 novembre -23 dicembre 2008 ore 21,00 
INGRESSO LIBERO Info.: info@salernofestival.it Cell.:328/0503066

Il ludus harmonicus tra variazione e improvvisazione

Al via il 30 novembre nella Chiesa della SS.Annunziata la XXI edizione del Festival di Musica Antica promosso dall’Associazione Koinè di Carmine Mottola che spazierà dal Barocco al Jazz in cinque appuntamenti

La XXI edizione del Festival di Musica Antica, promossa dall’Associazione Koinè di Carmine Mottola, con il sostegno della provincia e il Comune di Salerno, unitamente alla Fondazione della Cassa di Risparmio Salernitana, nella sua intrigante particolarità di lavorare attorno ad un tema prestabilito, avvia la propria indagine intorno all’era della “Musica totale”. Si vivono tempi in cui si deve parlare di una nuova tipologia di musicista e quindi di un suo nuovo rapporto con gli esseri viventi e le cose, con la scuola, la società, gli ascoltatori gli altri musicisti, gli artisti tutti, con la vita stessa. E si parla ad un tempo di un musicista che deve aprirsi a tutto tondo alla conoscenza e, possibilmente, anche alla prassi, di tutti i sistemi armonici e contrappuntistici, di tutte le forme musicali, anche quelle cristallizzate in generi, di tutte le esperienze sonore delle etnie dei popoli; quindi, di un musicista e di un pubblico che possieda la storia della musica, accanto alla storia delle musiche. Carmine Mottola ha dedicato il cartellone 2008 alle convergenze e deviazioni della musica racchiuse nel tema “L’Arte della Variazione dal Barocco al Jazz”.

L’improvvisazione e la variazione rappresentano in musica i percorsi di unità e divergenza di tutti i generi, una “semplice” complessità in cui la manipolazione del materiale sonoro definisce strutture e modelli la cui interazione genera sistemi a livelli crescenti di astrazione. La ragione semantica della musica emerge, nel continuo divenire del “ludus harmonicus”, il gioco dell’invenzione e della mutazione, come una indescrittibile ed immanente intuizione del noumeno. Dalla nascita della musica il binomio variazione-improvvisazione ha attraversato l’intera letteratura musicale e se nell’atto della variazione come scrive Nielsen “Si debba vedere più che una elaborazione del tema un ripensamento di esso, ripensamento che porta a superare il punto di partenza, cioè il dato di fatto iniziale che nella variazione dovrà essere in sé compiuto, in un certo senso autosufficiente, un microcosmo già formato che va interpretato e rinnovato mediante una valorizzazione delle sue risorse e possibilità”, l’estemporaneità dell’esecuzione e l’immediatezza dell’invenzione riconducono questa particolare prassi esecutiva alle caratteristiche proprie dell’improvvisazione, dunque all’elaborazione di nuovi temi che, generati dall’idea di partenza, se ne discostano al punto da non conservare, in apparenza, alcuna affinità. Queste due pratiche con le proprie convergenze e deviazioni assurgono a simbolo del jazz, attraversando i programmi di cinque concerti che ospiteranno il 30 novembre, nella serata inaugurale Tommaso Rossi, Gaetano Russo, Maria Rosaria Marchi e I solisti della Nuova Orchestra Scarlatti, protagonisti de’ “Les Gouts Rèunis – invenzioni musicali dal barocco al post moderno”, i quali spazieranno da Bach a Debussy, passando per Clementi e Penderecki, sino a chiudere con la koinè linguistica espressa in “Serenata per un satellite” di Bruno Maderna; il 3 dicembre si giungerà al confronto tra un gruppo barocco e una formazione jazz, con il Barocco in jazz del Laus Concentus e del Musicarte Jazz Projects, un vero e proprio duel su otto gemme della musica seicentesca; il 14 dicembre ritorna l’Accademia degli Imperfetti con le “Variazioni sopra l’Aria” con lo sviluppo di un florilegio di temi di bassi ostinati presi dal consolidato repertorio in voga, come le ciaccone, le passacaglie e le follie, ma anche, talvolta curiosamente, inventati come il basso del Kapsberger o l’ossessivo La-Sib della “Canzonetta spirituale sopra la Nanna di Tarquinio Merula”, mentre il 20 dicembre Renata Fusco, Matteo Mela, Lorenzo Micheli e Massimo Lonardi, proporranno “La Suave Melodia”, l’arte della variazione nella musica di Andrea Falconieri e del suo tempo, con un confronto nelle danze, nelle Sinfonie e nelle Toccate per arciliuto,chitarra barocca e tiorba di questo autore e di altri compositori quali Girolamo Kapsberger, Francesco Corbetta e Girolamo Frescobaldi, in cui ritroveremo lo stesso gusto per l’immediatezza melodica che caratterizza i brani vocali, unito alla sapienza contrappuntistica e all’ utilizzo assai raffinato della variazione strumentale. Gran finale il 23 dicembre con il Concerto de’ Cavalieri di Francesca Vicari e Marcello Di Lisa che evocherà l’estro del concerto barocco per archi con i concerti grossi di Alessandro Scarlatti e Georg Friedrich Haendel e l’invenzione veneziana di Antonio Vivaldi.
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I solisti della Nuova Scarlatti suonano per la Chiesa dell’Annunziata
Domenica 30 novembre serata inaugurale della XXI edizione del Festival di Musica Antica dal tema “L’arte della variazione dal Barocco al Jazz”

L’Associazione Koinè di Carmine Mottola, allo scopo di rendere noto al grande pubblico di Salerno la grave situazione in cui versano le strutture architettoniche della Chiesa della SS.Annunziata, con gli arredi, il gruppo scultoreo dell’altare, l’antico e pregevole organo da lungo tempo in disuso, lo splendido campanile di Ferdinando Fuga e ribadire la necessità di un rapido intervento, invitando i singoli cittadini a offrire, in qualunque momento un contributo finanziario volontario, essendo la chiesa di proprietà comunale, e, quindi, di tutti i salernitani, ha scelto lo storico edificio quale sede della XXI edizione del Festival di Musica Antica realizzata con il sostegno della provincia e il Comune di Salerno, unitamente alla Fondazione della Cassa di Risparmio Salernitana.
Domenica, 30 novembre, alle ore 21, la rassegna dal titolo “L’Arte della variazione dal Barocco al Jazz”, verrà inaugurata da “Les Gouts Réunis”, con Tommaso Rossi ai flauti, Maria Rosaria Marchi al cembalo, e Gaetano Russo al clarinetto, accompagnati dai solisti della Nuova Orchestra Scarlatti.
Il suono-spazio di Debussy con Syrinx, per flauto solo, è il punto di partenza ideale per mescolare fra loro i principali idiomi musicali nazionali che circolano nell’Europa del primo ‘700 e intrecciarli in libere assonanze con voci dell’orizzonte musicale del nostro tempo.
Tommaso Rossi passa dal panico flauto traverso alla chiarezza cartesiana del flauto dolce conducendoci a ritroso di due secoli fino alla Suite in mi minore di Jacques-Martin Hotteterre, caposcuola della linea flautistica francese. Sentiremo il saccadé del Lentment del Prélude, la clarté dello scatto del Vivement successivo, il tendrement dell’Allemande, tutto un dosaggio di eleganza, brio e intima riservatezza, un distillato di puro stile francese, tipico di una flûte de la chambre di Luigi XIV. A Hotteterre si aggancia un concentratissimo Prelude di Krzysztof Penderecki, affidato al clarinetto solista di Gaetano Russo, una pagina del 1987 che riprende in chiave moderna i principi dell’improvvisazione barocca.
Si risale, quindi, a metà ‘600, con l’intenso Balletto per archi del bresciano Biagio Marini, in cui un’invenzione ancora essenzialmente vocale, madrigalistica, si scioglie attraverso i ritmi di danza in un linguaggio strumentale allo stato nascente, acerbo e suggestivo: ancora spazio più che discorso, ideale introduzione all’orizzonte sonoro di uno dei più significativi compositori del secondo ‘900, il catanese Aldo Clementi. L’autore qui si immerge, col suo Impromptu per clarinetto e archi, un pezzo del 1989 in un ambiente di fitte articolazioni polifoniche addensate in fasce sonore che si ripetono più volte, sempre uguali ma sempre più lente, come un carillon che si va man mano spegnendo.
Seguiranno i Tre pezzi per clarinetto solo (1919) di Stravinskij, figli dello stesso clima espressivo della Histoire du soldat, il tratto estemporaneo dell’invenzione si fa puro gesto sonoro: il viandante romantico vira ai toni stranianti di un clown novecentesco.
Da Stravinskij, un salto indietro, nel ‘700, con il fiorentino Francesco Maria Veracini, che con la sua Sonata n. 6 in la minore per flauto dolce e cembalo ci offre una folgorante sintesi di stile italiano: alta temperatura passionale dell’invenzione melodica, chiarezza e incisività del ritmo, accentuazione delle dinamiche un uso penetrante e sensuale dei passaggi armonici.
Dopo l’impeto mediterraneo di Veracini, risuonerà ancora meglio la fusione che Johann Sebastian Bach opera tra elementi tedeschi e italiani nella Sonata BWV 1035, un capolavoro della maturità: aperta cantabilità dell’adagio iniziale; equilibrio di chiarezza nostrana e di teutonica costruttività nel primo allegro; sublimazione dello stile galante francese nel ritmo danzante (tutto in “levare”) dell’allegro assai conclusivo. Il cembalo poi dialoga con il flauto nella grande meditazione centrale del siciliano: qui il canto assorbe man mano le armonie, attingendo profondità nuove.
Il programma si conclude con un brano che rimette radicalmente in discussione il binomio bachiano di struttura e invenzione. La sera del 1 ottobre 1969 il satellite ESRO I B Boreas, vanto dell’ingegneria aerospaziale italiana, viene lanciato in orbita dall’European Space Operation Center di Darmstadt. Darmstadt all’epoca è anche la capitale europea della Neue Musik, e in quella stessa sera uno dei più geniali ed estrosi rappresentanti di tale musica, il veneziano Bruno Maderna, lancia nel cielo della città la sua Serenata per un satellite… Lo spazio qui conquista anche la partitura: spezzoni sonori gettati alla rinfusa sul foglio, come in un allegro tiro di dadi, materiale messo a disposizione degli esecutori/giocatori (players in tutti i sensi). Sono questi a decidere di volta in volta quali e quanti strumenti utilizzare, gli attacchi, le successioni, la durata, cooperando con i loro interventi estemporanei alla ri-creazione sempre nuova e diversa del brano.


L’ Ufficio Stampa Olga Chieffi Cell.:347/8814172


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