Inizio menù contenuti sito
Fine menù contenuti sito
Ti trovi qui:  home  freccia Vivi Salerno freccia Eventi

Mostra "Antonio Buonfiglio/Light textures"   freccia

02/05/2011 - Chiesa di Sant'Apollonia, dal 3 al 18 maggio 2011

Mostre -  Salerno centro
Periodo: 03/05/2011 -  18/05/2011

Inaugurazione mostra 'ANTONIO BUONFIGLIO / LIGHT TEXTURES'
Martedì 3 maggio 2011, ore 19.00, Chiesa di Sant'Apollonia

Martedì 3 maggio 2011, alle ore 19.00, negli spazi della Chiesa di Sant'Apollonia, sarà presentata al pubblico la mostra 'Antonio Buonfiglio - Light Textures', secondo appuntamento del terzo ciclo della rassegna Apollonia Ateliers.

All'inaugurazione interverrà Ermanno Guerra, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno.

Il progetto Apollonia Ateliers, curato da Marco Alfano, è sostenuto dal Comune di Salerno, dalla Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, e si avvale di prestigiosi sponsor.

La mostra 'Antonio Buonfiglio - Light Textures', a cura di Marco Alfano, si avvale della collaborazione di PALAZZO MORELLI FINE ARTS di Todi, e presenta circa 20 opere, tutte realizzate nell'ultimo anno. È un percorso espositivo che indaga i diversi ambiti di ricerca dell'artista, proponendo 11 dipinti di grandi dimensioni, a tecnica mista su tavola, 6 sculture in alluminio ed altri materiali, e un grande mosaico realizzato a partire da un bozzetto dell'artista, dalla mosaicista Tiziana Mondini del LABORATORIO MOSAICO di Narni (Terni).
Pittore, scultore e ceramista, Antonio Buonfiglio espone per la prima volta a Salerno, città dove ha studiato presso l'Istituto d'Arte, e da cui poi si è allontanato per soggiornare quasi un decennio a Francoforte, in Germania; l'artista, che ora vive tra Todi e Roma, si è affermato in occasione di rassegne prestigiose, come le due importanti personali tenutesi nel 2004, all'Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda e alla Accademisch Medisch Centrum di Amsterdam.
Il titolo scelto per questa mostra, Light textures, lascia intendere non tanto una predilezione per tessiture piane, ricercate in pittura nelle qualità luminose del colore, oppure nelle trame abbaglianti delle sculture in alluminio, quanto la necessità dell'artista di definire un'indagine che, partendo da presupposti gestuali, calibra con attenzione la sequenza delle opere, pensando ad esse quali punti di osservazione, luoghi da cui guardare il mondo.

«Negli impianti degli undici dipinti su tavola, che interpretano i colori primari del blu, del rosso e del giallo, e le varianti del bianco, - scrive Marco Alfano nel testo critico in catalogo - l'artista sottolinea di continuo la presenza del gesto, l'impulso emotivo in fremente proposizione; penso, ad esempio, a Cobalt texture, dove emergono, da profondità notturne, le tracce impresse nella materia pittorica dalle mani dell'artista. Si tratta di un processo di decantazione della forma, dove Buonfiglio supera l'irresistibile attrazione per la gestualità, in una astrazione “percettiva”, che prova a rendere visibile un'indagine ulteriore. È una concentrazione del colore, che guarda alle scansioni e alle aperture proposte dalla luce mediterranea di un Klee, oppure alle raffinatezze formali, alle ragioni di un colore-luce che crea il proprio spazio, del primo Dorazio, o alle connessioni pre-minimaliste di un Ryman, sino a giungere alle tessiture sonore e concentriche dell'astrazione emotiva di un Brian Eno.
Si potrà cogliere, nelle sue opere, anche una personale iconografia che attinge ai tempi di manifestazione delle immagini, se la forma riguarda piuttosto un tempo sostanzialmente diverso da quello dell'immagine mobile dei giorni, vale a dire un altro tempo rispetto a quello cronologico e connesso al momento creativo, quando questa forma si propone come trasformazione che il tempo subisce nell'attesa dell'eternità. È una pittura, quella di Buonfiglio, che dal colore grumoso, proposto in aggregazioni compatte, insiste altrove su trame segnico-strutturali, che vanno da agglomerati rilevati alla fluidità di reticoli nodosi, fibriformi, quasi di pura scrittura, trasposta sullo schermo del quadro quale conforto flebile dell'immaginazione.
[…] Nel dettato compositivo delle sculture di Buonfiglio, si assiste, rispetto alla forma, ad una intenzionale trasposizione dell'esperienza pittorica nell'intensità ardente della luce sulla superficie metallica; le tracce dello scavo nella materia emergono con chiarezza dai prototipi originali in polistirolo, tradotti nella fusione in alluminio, nelle angolate geometrie che regolano i piani, come nelle apparenze “organiche”, fortemente segnate dalla mano dell'artista. Anche in queste opere, la costruzione, evocando analogie tessute dalla mente, declina un linguaggio non-figurativo, e comunque allusivo a remoti echi di attinenza figurale.»

«Nell'ambito della mostra Light Textures, - rileva Daniele Torcellini nel testo critico in catalogo - programmaticamente dedicata alla ricerca sulle qualità espressive di tessiture pittoriche, Antonio Buonfiglio approfondisce anche il dialogo con il linguaggio del mosaico, linguaggio a cui per eccellenza è demandata la possibilità di strutturare textures. È dalla collaborazione con Tiziana Mondini, mosaicista del Laboratorio Frammenti Art, che vede la luce la traduzione di un suo dipinto in un mosaico. Già nello scegliere l'opera e dunque nell'appropriarsi della sua immagine per tradurla in qualcosa d'altro, si esplica l'intervento della mosaicista. La scelta, non casuale, si è orientata verso un'opera che, a differenze di altre, meno subisce quel trattamento frammentato, scandito in elementi pittorici, che caratterizza molta ricerca di Buonfiglio ed in particolare l'attuale mostra. Un'opera, Old, in cui ad emergere sono invece sottili gradazioni chiaroscurali, tenui trasparenze e tonalismi modulati sulle sfumature che assumono le carte di libri invecchiate, frammenti che, come oggetti trovati, vengono applicati dall'artista sulla superficie della tavola. Una scelta, quella di Old, che può essere letta al pari di una amichevole sfida del linguaggio del mosaico nei confronti di un modo di dipingere, quello di Buonfiglio, che fa dell'accostamento dei segni una sua cifra stilistica specifica ma non univoca. Una scelta che avrebbe corso il rischio di apparire come troppo scontata se diretta verso opere già intrinsecamente caratterizzate da evidenti motivi a griglia, motivi già, per così dire, a tessere nel medium pittorico.»

In occasione del vernissage del 3 maggio, sarà offerto un menù appositamente curato dal ristorante Giu al Mulino di Pontecagnano Faiano, e verrà proposta una selezione di vini a cura dell'azienda agricola Terra di Vento di Montecorvino Pugliano.

In occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo, che oltre alla presentazione del Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, e di Ermanno Guerra, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno, comprende testi di Marco Alfano e Daniele Torcellini, un apparato biografico e bibliografico, nonché le riproduzioni di tutte le opere esposte.
Catalogo: nr. 10 della collana *ASTERISCHI
Antonio Buonfiglio. Light Textures, presentazione di Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno, e di Ermanno Guerra, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno, testi di Marco Alfano e Daniele Torcellini, pp. 48, con apparati biografici e bibliografici, corredato da illustrazioni a colori, pubblicato da Edizioni 10/17, Salerno, 2011 ISBN 978- 88-888-62-33-0.


cenni biografici

Antonio Buonfiglio è nato a Nocera Inferiore (Salerno) nel 1972.
Dopo gli studi presso l'Istituto d'Arte di Salerno e l'Accademia di Belle Arti di Napoli, si stabilisce a Francoforte, dove lavora come grafico fino al 1996. Nel 2001 partecipa alla mostra Cantiere 39, tenutasi a Todi, e l'anno seguente tiene una mostra personale presso il “Gruppo Artistico Perseo” di Taormina e al Teatro Imperiali di Francavilla Fontana (Brindisi). Del 2003 è la mostra personale, dal titolo Kunst im Kreisehaus, allestita a Nordhorn (Germania); dello stesso anno è la commissione del monumento Sintesi di equilibrio, oggi a Perugia presso la sede dell'Azienda Perugina della Mobilità. Del 2004 sono le personali all'Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda e presso la Accademisch Medisch Centrum di Amsterdam; dello stesso anno è la presenza a Todi alla collettiva I maestri e i giovani nel piccolo formato e la personale di scultura allestita alle Cisterne Romane. Nel 2006 espone le sue sculture nella personale dal titolo Insideout, alla Necropoli del Crocifisso di Tufo ad Orvieto e presso la Biblioteca di Villa Mercede di Roma, nell'ambito della rassegna “Ateliers d’artista”. Nel 2007 espone a Palazzo della Corgna di Città della Pieve e partecipa alla mostra collettiva Terra di maestri a Villa Fidelia di Spello (Perugia). Dal 2002 collabora con gli artisti Bruno Ceccobelli e Beverly Pepper. Nel 2004 inizia ad esporre con gli artisti della Galleria Arts Place di Amsterdam, con i quali organizza, nel 2005, una mostra nella Città di Todi patrocinata dall'Ambasciata dei Paesi Bassi. Nel 2002 si è occupato del restauro di sculture di maestri del XX secolo, tra cui il Monumento ai Caduti di Albissola Marina e Gli amanti antichi, di Leoncillo, e nel 2007, di una scultura in ferro di Arman conservata al Giardino di Daniel Spoerri di Seggiano (Grosseto). Nel 2009 espone alla Galleria Selective Art di Parigi e nello stesso anno crea il manifesto per il Todi Arte Festival, che vede anche una sua mostra personale di sculture dal titolo Light Metal, presentata in catalogo da C. B. Pepper. Vive e lavora tra Todi e Roma.
www.antoniobuonfiglio.com  

La mostra resterà aperta fino al 18 maggio 2011.

Per informazioni:
APOLLONIA ATELIERS
tel. +39 089 227167
www.apolloniateliers.it
info@apolloniateliers.it

APOLLONIA ATELIERS proseguirà con:
VALENTINA CIPULLO / WILDFLOWERS
1 giugno - 18 giugno 2011