Descrizione
Si è conclusa domenica 27 settembre la terza edizione della Festa dei musei, promossa dal Comune di Salerno con il sostegno della Regione Campania e la collaborazione di diverse istituzioni, enti e associazioni del territorio, ed è tempo di bilanci. In una settimana la rete Salerno Musei ha accolto più di duemila partecipanti in undici luoghi della cultura, con 14 attività e 22 appuntamenti tra visite speciali, laboratori, mostre e aperture straordinarie.
Ma uno dei risultati più importanti è il lavoro collettivo dei musei della rete cittadina che, nel loro insieme, custodiscono e raccontano l'identità culturale della città, concorrendo a costruire una rappresentazione complessa di Salerno e della sua storia antica e moderna. Mettere questi luoghi in relazione, farli lavorare insieme e presentarli attraverso una visione comune non è scontato e significa trasformare una pluralità di istituzioni in un vero patrimonio culturale condiviso per cittadini e turisti.
L'altro punto di forza è il format della Festa, nato non soltanto per moltiplicare le occasioni di visita, ma per proporre nuove letture del patrimonio, narrazioni originali, esperienze e linguaggi differenti, capaci di rivolgersi a pubblici diversi e di far scoprire musei e collezioni da punti di vista meno consueti. A confermarlo è soprattutto il giudizio dei visitatori: il gradimento, rilevato durante gli eventi e nei giorni successivi, ha raggiunto il 92%, un consenso quasi unanime. L'iniziativa conferma così, anche in questa terza edizione, il valore di un percorso avviato alcuni anni fa e portato avanti dal Comune di Salerno insieme alla Regione Campania, per una rete culturale urbana capace di lavorare come sistema.
Nel dettaglio, le presenze più alte sono arrivate dalle aperture straordinarie: 861 visitatori per la serata al Giardino della Minerva, con le visite guidate dal direttore, e oltre 500 per l'apertura del Museo del presepe dipinto di Mario Carotenuto. Grande partecipazione anche per la serata di danza e digitale "L'Oltre" al Museo archeologico nazionale di Pontecagnano - attività inserita anche nelle Giornate Europee del Patrimonio - con oltre 100 presenze, e per le proposte del Museo Ebris, che ha richiamato molti visitatori con l'inaugurazione della mostra "Chiostri. Spazi di silenzio e luce".
Tutte le attività a numero chiuso hanno registrato il tutto esaurito: per la visita teatralizzata "Voci al Castello" al Castello Arechi le prenotazioni hanno superato di gran lunga i posti disponibili. Bambini e famiglie sono stati protagonisti della visita gioco "La lettera etrusca. Mistero al museo" a Pontecagnano e delle attività al Museo Città Creativa, dalla presentazione del volume "L'albero Luigi" al laboratorio di ceramica al tornio "Mano all'arte".
Tra le nuove letture del patrimonio si segnalano il percorso "Dotti, medici e... pazienti", dal Museo virtuale della Scuola medica salernitana al Museo della Medicina "Roberto Papi", la visita guidata "Benvenuti al museo!" al Museo archeologico provinciale e le attività al Complesso monumentale di San Pietro a Corte - tenute dal CTG Salerno in concomitanza con le Giornate Europee del Patrimonio - dove i visitatori hanno lasciato su un pannello pensieri e proposte sul futuro del luogo.
La Festa dei musei nasce da un format ideato da Mediateur per la rete Salerno Musei. Le visite, i laboratori e le attività speciali sono stati ideati e realizzati da CoopCulture.
All'edizione 2026 hanno collaborato la Direzione regionale Musei nazionali Campania, la Provincia di Salerno, l'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, la Fondazione Scuola medica salernitana, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e la Fondazione Ebris, insieme ad associazioni e realtà pubbliche e private del territorio.
All’edizione 2026 hanno collaborato la Direzione regionale Musei nazionali Campania, la Provincia di Salerno, l'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, la Fondazione Scuola medica salernitana, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e la Fondazione Ebris, insieme ad associazioni e realtà pubbliche e private del territorio.