Parco del Seminario

Descrizione breve
Completamente ristrutturato, rappresenta un importante tassello del sistema dei parchi, delle ville comunali, dei giardini e del verde attrezzato della città.

Parco del Seminario
Parco del Seminario

Descrizione

Descrizione estesa

Il Parco del Seminario è situato nella parte alta di Salerno, tra i rioni Seripando e la Mennola, si sviluppa su un piccolo promontorio ed è articolato in terrazzamenti che offrono un panorama spettacolare sul porto e sulla città. L’area verde presenta una folta e variegata vegetazione ed è dotata di tutti gli ausili necessari per il superamento delle barriere architettoniche, che la rendono accessibile a tutti.

L’ingresso da via Valerio Laspro è particolarmente suggestivo perché arricchito da una Meridiana, la più grande d’Europa, realizzata da Erika Beker e Marco Bacchilega in cotto di Ogliara e ceramica smaltata.

Il parco ospita numerosi spazi ludici tra cui aree giochi e campetti per attività sportive, pallavolo, calcetto, tennis e pallacanestro, oltre ad una zona adibita a spettacoli con capienza di circa 800 posti e ad un’area “ristoro” con un chiosco e una pizzeria. 

I percorsi natura, disegnati all’interno dell’oasi, sono il luogo ideale per training agonistici e amatoriali.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Aperto al pubblico per l'accesso aree giochi, campetti e area "ristoro"

Area verde dotata di tutti gli ausili necessari per il superamento delle barriere architettoniche, che la rendono accessibile a tutti.

Per ulteriori informazioni consultare il portale Salerno Cultura dal link riportato nella sezione Contatti.

Indirizzo

Orario per il pubblico

Orario per il pubblico
  • Orario estivo: 07.00 –- 24.00;
  • Orario invernale: 07.00 - 22.00.

Contatti

Acquedotto Medievale

Descrizione breve
I Ponti del diavolo, così è detto dalla tradizione l'Acquedotto Medievale, i cui archi sono tra i simboli di Salerno.

Acquedotto medievale
Acquedotto medievale

Descrizione

Descrizione estesa

Via Arce era anticamente delimitata da una cinta muraria e faceva parte di una zona fortificata, in uso fino all’alto Medioevo. Presso la vicina via Velia scorreva il torrente Faustino (Rafastia), che prosciugandosi aveva provocato dei rialzi del terreno. Questi ultimi bene si adattavano alle operazioni di difesa del territorio, contro gli assalti di nemici, che volessero invadere la città da quel lato della cinta muraria. Il complesso fortificato, costruito sull'altopiano (detto della Torretta) comprendeva gli attuali rioni San Benedetto, Mutilati e Fieravecchia fino all'ex piazza Malta. 

Oggi su questa via è interessante vedere quel che resta del maestoso Acquedotto Medievale, che portava l'acqua dalle colline a nord della città fino al Monastero di San Benedetto. Il ponte-canale fu costruito nel X sec. dai monaci benedettini. La tradizione narra che quest’acquedotto, denominato “i Ponti del diavolo”, fu costruito dal mago salernitano Berliario, in una sola notte tempestosa, aiutato da forze malefiche.

Alla fine di via Arce si trova piazza Portarotese. Ai margini orientali dell’antica Salerno, in questa zona esisteva l’omonima porta, da cui passava la strada che metteva in comunicazione la città con Sanseverino Rota (da cui Rotese). In epoca romana nelle vicinanze di Portarotese, forse a lato dell'attuale Chiesa del Sacro Monte dei Morti, era posto il Circo. Oggi la zona è priva di monumenti antichi, spazzati via dall’opera di urbanizzazione.

Nella parte alta di Portarotese, presso le antiche mura orientali della città, si distende Sant'Eremita. Il rione si chiama così perché in una grotta scavata nella collina retrostante, alloggiò San Guglielmo, il quale era stato accolto a Salerno con grande affetto da Ruggero II, che voleva ospitare il Santo nel fastoso Castel Terracena

Successivamente al periodo romano in questa zona vennero costruiti molti edifici sacri come il Convento di Santa Maria della Consolazione, che incorpora un'antica chiesa con uno snello e piccolo campanile e che ebbe molta importanza nella vita monastica, perché sede Provinciale.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Luogo pubblico.

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Giardini di Piazza Luciani

Descrizione breve
Di fronte all'ingresso del Teatro Municipale G. Verdi si trovano i giardini pubblici dedicati a Matteo Luciani, primo sindaco della Salerno post-unitaria.

Giardini di Piazza Luciani
Giardini di Piazza Luciani

Descrizione

Descrizione estesa

I Giardini di piazza Matteo Luciani furono realizzati contemporaneamente alla Villa Comunale e sono circondati da tre assi stradali che conferiscono all’area verde una caratteristica forma triangolare.

Al centro del giardino si erge il busto di Matteo Luciani, realizzato nel 1937 da Pasquale Avallone. Matteo Luciani fu il primo sindaco di Salerno dopo l’Unità di Italia, e fece edificare la Villa Comunale ed il Teatro Verdi oltre ad avviare un importante processo di rinnovamento urbano che favorì la rinascita della città.

L’artista sembra concentrarsi sui particolari del volto riuscendo a coglierne pienamente la più profonda ed intima umanità espressiva. Interessante il bassorilievo in bronzo a corredo della statua, nel quale la viva dinamicità delle figure si realizza sull'incrocio di linee orizzontali e verticali come è proprio in alcune opere dell'Avallone datate intorno a questo periodo.

Alle spalle del Teatro e appena fuori dalla recinzione della Villa Comunale si trovano i piccoli ma graziosi giardini di Piazza Umberto I caratterizzati da un’aiuola centrale di forma ovale, una rigogliosa vegetazione e alcune panchine.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Luogo pubblico.

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Museo Città Creativa

Descrizione breve
Nasce per valorizzare l'arte ceramica in ogni sua forma e rappresenta uno spazio innovativo e dinamico nel quale si alternano mostre e laboratori creativi.

Museo Città Creativa
Museo Città Creativa

Descrizione

Descrizione estesa

Da Fratte salendo sulla collina di Ogliara si arriva al Museo “Città creativa”, centro municipale di sperimentazione e documentazione della ceramica  contemporanea. Nato nel 1997 come progetto di rilancio economico, sociale e  culturale dell’antica tradizione artigianale del “cotto di Rufoli” a poca distanza dalle antichissime Fornaci a fascine che sono state recentemente ristrutturate dai Fratelli De Martino, produttori del cotto locale secondo gli antichi rituali del fuoco.

Rufoli, in altre parole, è l’antica terra-madre da cui i vasai campani ed anche quelli di Vietri attingevano ed attingono la materia prima per lavorarla e renderla manufatto. Fin dai tempi etruschi la zona di Brignano fino a Rufoli è stata sede di attività di estrazione e lavorazione ceramica, il cotto base dell’edilizia locale: ed a partire da quei laterizi semilavorati ha avuto origine la scuola vietrese, vivificata e rinnovata fra gli anni venti e trenta dal cosiddetto gruppo tedesco, capitanato da Richard Dolker. Sul finire degli anni cinquanta nuovi laterizi più economici sostituirono i vecchi mattoni in cotto. Prodotti su scala industriale sostenevano meglio ed economicamente il boom edilizio e demografico di quegli anni.  E la produzione artigianale subì una prima sterzata che gradualmente continuò negli anni.

Attualmente le Fornaci De Martino sono le uniche superstiti di quei modi e ritmi artigianali e chi le visita può assistere al suggestivo ciclo ceramico a fascine oramai del tutto scomparso altrove, dalla estrazione nella cava fino allo scalpellino che rifila ogni mattonella una ad una.

Il Museo “Città Creativa”, nato nel 1997 per volontà dell’Amministrazione Comunale di Salerno, è uno spazio – laboratorio rivolto alla ricerca di nuove identità ceramiche per valorizzare e rilanciare la produzione del cotto artigianale di Rufoli, nonché luogo di sperimentazione e documentazione sulla ceramica contemporanea.

L’Amministrazione Comunale puntò a ridare vitalità al retroterra storico - artigianale di Rufoli, proponendo un “museo dinamico” che avesse come proprio fine la riscoperta dell’identità di un territorio caratterizzato da secoli dalle attività ceramiche attraverso la riattivazione delle vecchie fornaci abbandonate, la promozione di attività didattica e la promozione di artisti nuovi ed innovativi del campo. Dal ’97 ad oggi il Museo si è fatto promotore di tutti gli obiettivi sopraccitati attraverso: esposizioni di arte ceramica contemporanea, mostre didattiche e performance di arte raku ; corsi di ceramica-base, di decorazione su cotto ed altre arti applicate rivolte per lo più alle giovani generazioni; iniziative turistiche, nell’ambito della manifestazione annuale “Visitiamo la città”; concorsi ceramici; convegni  di interesse  storico,  artistico  sociologico  nell’ambito   dell’artigianato ceramico, creazione di alcuni laboratori ideativi concessi in comodato d’uso ai ceramisti: Enrica Rebeck, Marco Bacchilega, Marcello Ragone, Vincenzo Borriello-torniante. La collezione di opere di arte ceramica si è andata gradualmente formando attraverso le donazioni che si sono succedute alle esposizioni effettuate da parte di artisti, ceramisti, architetti e/o associazioni attive in questo centro sperimentale. Queste opere sono collegate fra loro dal filo della ricerca e della sperimentazione di tecniche, forme e cromie nuove.

I principali artisti che hanno esposto e donato: 

Riccardo Dalisi (mattonelle esterne e piastre in deposito), Lello Esposito, Lucio Liguori, Ugo Marano (mattonelle realizzate per il pavimento dell’ultima sala del Museo), Enrica Rebeck e Marco Bacchilega( Bottega Ta), Monica Amendola, Ilaria Di Giacomo (curatrice dei corsi del Museo secondo il metodo Munari di Faenza), le due honduregne Ubaldina e M. Magdalena Manzanares, gli argentini Josè Bravo ed Aitor Romano (due grandi tele ultima sala), l’italo-francese Biagio Pancino, Sofia De Mas e Pierluigi De Mas (produttore di Jacovitti), Gelsomino D’ambrosio, Pietro Falivena, Augusto Pandolfi, Antonio Petti, Marco Vecchio, Pietro Lista, Giovanni Cavaliere, Ferdinando Vassallo.

Nel 2003 il Museo partecipa al Festival Cartoons on the Bay a Positano, invitando filmakers ed illustratori presenti alla manifestazione a decorare a tema libero una o più mattonelle in cotto di Rufoli. Aderiscono all'iniziativa: Bruno Bozzetto, Yusako Fusaki, Lino e Rosanna Banfi, Pierluigi Pagot (figlio del creatore di Calimero), Maurizio Nichetti, Fusako Yusaki (nota ai ragazzi per la trasmissione l’Albero Azzurro), Gregoire Solotareff premiato  per la serie televisiva Loulu. La collezione di più di 100 mattonelle che ne è risultata è in mostra permanente presso il Museo.

Testo di Gabriella Taddeo

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Ingresso libero.

Il museo è stato oggetto di un intervento di rimozione delle barriere fisiche e cognitive promossi dal Comune di Salerno.

Indirizzo

Orario per il pubblico

Orario per il pubblico

Lunedì – Mercoledì – Venerdì: 09.00-13.00;
Martedì – Giovedì: 09.00-13.00/16.00-18.00

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Archivio di Stato

Descrizione breve
Antico palazzo sede della Regia Udienza, poi Gran Corte Criminale. Già dall'epoca aragonese si è amministrata la giustizia.

Archivio di Stato
Archivio di Stato

Descrizione

Descrizione estesa

In uno dei luoghi più ricchi di storia di Salerno, in quello che probabilmente era il Foro della città romana, sorge il palazzo che ospita l’Archivio di Stato, sede in epoca longobarda di case e chiese oggi scomparse. Qui fu edificato un palazzo in epoca aragonese, che incorporò la Chiesa di San Ludovico, recentemente messa a disposizione della cittadinanza con i suoi begli affreschi. 

Per secoli questo palazzo fu sede della Regia Udienza, cioè del tribunale di Salerno, e questa destinazione gli fu conservata con l’avvento ai primi dell’Ottocento dei regni napoleonidi e poi dalla Gran Corte Criminale, che in epoca borbonica definiva il tribunale penale. Solo con la costruzione del Palazzo di Giustizia al Corso Vittorio Emanuele nel 1934, la destinazione dell’edificio divenne quella attuale. Il processo più famoso fu quello intentato ai protagonisti sopravvissuti della spedizione di Sapri, con la condanna a morte, commutata all’ergastolo, di Giovanni Nicotera, il collaboratore più vicino di Carlo Pisacane

Il Patrimonio dell'Archivio di Stato di Salerno è assai ricco: circa centomila pezzi di documentazione cartacea e più di mille pergamene, oltre ad una biblioteca di circa ventiquattromila volumi. Periodicamente vengono organizzate esposizioni ed eventi che mettono in mostra alcune parti del patrimonio, che riguarda, inevitabilmente, anche reperti della Scuola Medica Salernitana, tra cui alcuni diplomi di laurea.

Servizi presenti nel luogo

Servizi presenti nel luogo

Sala di Studio

Ricerche per corrispondenza

Formazione - Tirocini

Didattica - scuole

Fotoriproduzione

Concessione in uoso locali (Eventi, convegni, concerti, ...)

Per maggiori informazioni visitare la seguente pagina web.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Ingresso gratuito.

Da lunedì 1 luglio 2024 la Sala di Studio sarà aperta al pubblico con il seguente orario: 

lunedì e venerdì: 7.45-13.45 

martedì, mercoledì, giovedì: 7.45-17.15 

Per le VISURE CATASTALI saranno ammessi quattro utenti a settimana, (due il martedì e due il giovedì) previa prenotazione all'indirizzo mail: as-sa.salastudio@cultura.gov.it tramite apposito modulo dal sito web dell'Archivio di Stato di Salerno.

Modulo prenotazione accesso SALA DI STUDIO scaricabile dal sito web dell'Archivio di Stato di Salerno.

Indirizzo

Orario per il pubblico

Orario per il pubblico
  • lunedì e venerdì: 7.45-13.45
  • martedì, mercoledì, giovedì: 7.45-17.15

 

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Museo Roberto Papi

Descrizione breve
Un museo dedicato a antichi reperti di medicina risalenti ai secoli tra XVII e XX. Quattordici sale con ricostruzioni di gabinetti medici e studi farmaceutici.

Museo Roberto Papi
Museo Roberto Papi

Descrizione

Descrizione estesa

Un Museo originalissimo e di grande interesse didattico, è dedicato all’antica medicina, attraverso l’esposizione in quattordici sale di Palazzo Galdieri. Il Museo è intitolato a un collezionista romano, Roberto Papi, ed è stato curato dal padre Mario e dal fratello Fernando con la disponibilità al Comune di Salerno. La collezione è costituita da attrezzature medico-chirurgiche e da strumenti storici databili tra il XVII e il XX secolo.

La messa a disposizione di tale collezione alla città di Salerno non è casuale: la sede della prima università medica dell’Occidente, la Scuola Medica Salernitana, è la sede ideale per una visita nell’antica medicina. Tutte le branche mediche sono rappresentate: anatomia, anestesiologia, chirurgia generale, chirurgia militare, neurochirurgia, oculistica, odontoiatria, ostetricia e ginecologia, otorinolaringoiatria, pneumologia, riabilitazione, traumatologia e urologia. Sono stati allestiti anche interi studi medici antichi, ospedali da campo, studi farmaceutici. 

La collocazione in un palazzo storico in via Trotula de Ruggiero, e cioè nella via intitolata alla più famosa delle mulieres salernitanae, le medichesse medievali, rende ancora più suggestiva la visita a questo museo particolarissimo.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Costo Biglietti:

  • Intero: € 3,00;
  • Ridotto: € 1,50 per over 65, studenti e bambini fino ai 6 anni.

Possibilità di acquistare un biglietto cumulativo per visitare il Museo Roberto Papi e Il Museo Virtuale al costo di euro 5.

Ingresso da Via Trotula De Ruggiero.

Indirizzo

Orario per il pubblico

Orario per il pubblico
  • Lunedì: 10:00 - 13:00 / 16:00 - 21:00 (Ingresso consentito solo previa prenotazione)
  • Martedì: 10:00 - 13:00 / 16:00 - 21:00 (Ingresso consentito solo previa prenotazione)
  • Mercoledì: 10:00 - 13:00 / 16:00 - 21:00 (Ingresso consentito solo previa prenotazione)
  • Giovedì: 10:00 - 13:00 / 16:00 - 21:00 (Ingresso consentito solo previa prenotazione)
  • Venerdì: 10:00 - 13:00 / 16:30 - 18:30
  • Sabato: 10:00 - 13:00 / 16:30 - 18:30
  • Domenica: 10:00 - 13:00. (Ingresso consentito solo previa prenotazione).

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Palazzo di Governo

Descrizione breve
Rappresenta l'evoluzione stilistica dell'architettura di epoca fascista, ormai lontana dal periodo classico ed orientata a soluzioni più lineari e moderne.

Palazzo di Governo
Palazzo di Governo

Descrizione

Descrizione estesa

Il Palazzo di Governo (o del Littorio) sorge in una zona interessata da un’importante espansione, nell’ambito del vasto programma di interventi urbanistici realizzati nei primi decenni del Novecento. 

Opera architettonica di stile fascista, a differenza di Palazzo di Città ancora legato agli equilibri architettonici di gusto classico, il Palazzo di Governo obbedisce ad uno stile più moderno e lineare, caratterizzato da linee scarne ed essenziali.

Ultimato nel 1941, l’edificio presentava un lungo porticato e una pregevole statua in ceramica dell’artista Renato Rossi, raffigurante il Sogno di Bellerofonte.  Nel 1943, durante lo sbarco alleato, subì notevoli danni; fu poi ristrutturato negli anni Cinquanta, divenendo sede della Prefettura di Salerno.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Sede della Prefettura di Salerno.

L'ingresso è libero.

E' possibile raggiungere la struttura a piedi, o con un mezzo di trasporto.

Per ulteriori informazioni consultare il portale Salerno Cultura dal link riportato nella sezione Contatti.

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Palazzo Genovese

Descrizione breve
Opera prima dell'architetto Mario Gioffredo. L'imponente edificio presenta una scenografica gradinata centrale con un sinuoso gioco di archi marmorei.

Palazzo Genovese
Palazzo Genovese

Descrizione

Descrizione estesa

Abitato fin dal 1621 dalla famiglia Pinto, Palazzo Genovese fu donato dall’ultimo discendente della nobile famiglia ai Padri Teresiani che, non avendo risorse per ristrutturarlo, lo concessero in enfiteusi al barone Matteo Genovese.

I lavori di restauro iniziati intorno alla metà del Settecento, furono affidati al giovane architetto Mario Gioffredo, uno dei principali esponenti dell’architettura settecentesca napoletana, allievo di Ferdinando Sanfelice. Infatti, la soluzione stilistica che caratterizza l’ampia scala con la parete traforata da voluminose aperture richiama inequivocabilmente l’architettura di Ferdinando Sanfelice nell’omonimo palazzo a Napoli, mentre il portale con timpano spezzato si rifà ai raffinati modelli solimeneschi.

L’edificio affaccia su piazza Sedile del Campo e presenta una pianta rettangolare ed un cortile interno; sul portale d’ingresso, bugnato in pietra calcarea, è posto lo stemma della famiglia Genovese.

Fino agli anni Ottanta del secolo scorso il palazzo ha funzionato da scuola elementare, mentre, dopo il terremoto del 1980 ha ospitato mostre, convegni e festival negli ambienti al piano terra. Un’ala dell’edificio è oggi affidata all’Università degli Studi di Salerno.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Il palazzo è visitabile in occasione di mostre ed eventi culturali.

L'ingresso è su piazza Sedile del Campo.

Per ulteriori informazioni consultare il portale Salerno Cultura dal link riportato nella sezione Contatti.

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Chiesa di Sant'Andrea de Lavina

Descrizione breve
Una chiesa molto antica, costruita su tre livelli dal IX al XII secolo con interessanti tracce di affreschi, risalenti all'epoca longobarda.

Chiesa di S.Andrea de Lavina
Chiesa di S.Andrea de Lavina

Descrizione

Descrizione estesa

Sant’Andrea è uno dei più antichi edifici ecclesiastici del Medioevo salernitano, attestato già nel IX secolo. Il torrente Lavina, uno dei tanti corsi d’acqua che scendono dal monte Bonadies, scorre sotto la strada e dà il nome alla chiesa. La chiesa è una stratificazione di tre diversi edifici, il cui più antico è sepolto più di sei metri sotto il livello dell’attuale e presenta tracce di antichi affreschi raffiguranti i quattro Arcangeli.

Un livello superiore, del X secolo probabilmente, presenta altri lacerti di affreschi e una scritta in greco.

Il livello attuale è del XII secolo, con ancora delle tracce di affreschi, oltre a decorazioni di epoca barocca.

Un alto campanile affianca la chiesa e doveva svettare su tutta la città antica. La sua configurazione attuale con le arcate ogivali è di impianto gotico.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Accesso da Vicolo Porta Rateprandi.

a guidare le visite ci sono dei volontari molto particolari: i Templari Cattolici vestiti con mantello e cotta

 

Indirizzo

Orario per il pubblico

Orario per il pubblico

Chiuso Lunedì, Martedì e Giovedì.

Mercoledì: 17.00 - 19.30

Sabato e Domenica: 10.00 - 12.00 

 

 

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Chiesa di Santa Maria de Lama

Descrizione breve
Chiesa costruita su due livelli con affreschi longobardi, di cui quello ipogeo risale all'XI secolo. Tappa fondamentale nella visita del Centro Storico.

Chiesa di S. Maria de Lama
Chiesa di S. Maria de Lama

Descrizione

Descrizione estesa
  1. Pitture longobarde
    Santa Maria de Lama conserva le uniche testimonianze di pittura longobarda a Salerno. Nasce come edificio di culto longobardo nell’XI secolo strutturata su due livelli. L’ipogeo, che è la chiesa originale si presenta come una chiesa orientata a Est con colonnelle e una serie di affreschi di santi alle pareti. Tali affreschi sono di epoche differenti, a testimoniare anche una ristrutturazione della chiesa in epoche diverse. Tra i più antichi dipinti sono riconoscibili un Sant’Andrea e un San Bartolomeo di pregevole fattura data l’antichità. La ristrutturazione della chiesa probabilmente nel XIII secolo è stata fatta in relazione con la chiesa superiore, di cui conserva l’orientamento nuovo e la struttura in tre navate. Gli affreschi appartenenti a questa nuova fase sono di una serie di altri santi, tra cui un San Lorenzo e una Santa Radegonda.
  2. Il livello superiore
    Al livello superiore la chiesa presenta una pianta longitudinale divisa in tre navate con colonne di spoglio e, come detto, si tratta di una ristrutturazione del XIII secolo. Il campanile è invece del Seicento, mentre della fine del XV secolo sono i due affreschi su colonne, uno dei quali rappresenta un Cristo ottimamente conservato. Una chiesa dunque che rappresenta un’importantissima testimonianza del periodo longobardo, e che presenta, nelle diverse fasi costruttive e decorative, molteplici motivi di interesse. Bella è anche la collocazione sui gradoni della Lama, uno dei tanti torrenti che attraversavano la città a partire dal monte Bonadies e che oggi è interrato.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Luogo di culto.

Ingresso gratuito.

Accesso da Gradoni Madonna della Lama 2

Indirizzo

Orario per il pubblico

Orario per il pubblico

Visitabile su prenotazione al numero 339692325

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