Modulo di richiesta CCUE (certificato di Conformità Urbanistica ed Edlizia)

Documentazione riguardante Richiesta Certificato di Conformità Urbanistica ed Edilizia (CCEU)

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Ufficio Certificazioni Urbanistiche

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Catasto e urbanistica

Richiesta Certificato di Conformità Urbanistica ed Edilizia (CCEU)

Ai sensi della delibera di G.R. della Campania n. 377 del 31/07/2012

Ulteriori dettagli

Largo Barbuti

Descrizione breve
Centro della parte più antica della città antica. Partono vicoli verso il Duomo, via Botteghelle, Palazzo Fruscione e San Pietro a Corte.

Largo Barbuti
Largo Barbuti

Descrizione

Descrizione estesa

Il quartiere dei Barbuti, nucleo centrale della parte antica della città, deriva probabilmente il nome dai Longobardi (uomini dalla lunga barba) che l'abitarono. È delimitato a nord da via Tasso, a sud da via Roma e a ovest da via dei Canali. 

Largo Barbuti, anche detto "Curtis Dominica", nel Duecento era la piazza più importante con le botteghe e il mercato; dalla vicina Porta di Mare si arrivava alla spiaggia. A oriente della piazza cominciava la Drapparia, oggi via dei Mercanti, dove si affollavano i commercianti di damaschi e velluti. Ad occidente vi era la "Ruga Speciarorum", con le botteghe degli speziali.

Da vedere, tra via Adelberga e via Santa Maria dei Barbuti, Palazzo Fruscione. Il palazzo presenta ai piani superiori una decorazione ad arco intrecciato riferibile alla metà del XIII secolo e a piano terra decorazioni a tarsia policroma, motivo molto diffuso nel romantico campano. Sotto l'arco del vicolo Pescheria vi sono frammenti di mura longobarde, resti della vecchia corte di Arechi.

Superato il Complesso di S. Pietro a Corte, si arriva in via Canali, dove sorge la Chiesa dell'Annunziatella ed il Conservatorio Ave Gratia Plena Minore, con un cortile dal loggiato catalano, lo stesso che si trova nel palazzo Morese in via Duomo.

Da Largo Barbuti si arriva poi in via delle Botteghelle. Questa via presenta il monumentale Palazzo D'Avossa, oggi sede della Soprintendenza BAPPSAD di Salerno e Avellino. 

Il Palazzo gentilizio del Seicento appartenente alla famiglia Della Calce, fu acquistato e ristrutturato alla metà del XVIII secolo dal ricco mercante Saverio D’Avossa. Il palazzo ha un corridoio con volta a botte attraverso cui si accede al cortile che, arricchito da nicchie ornate da statue marmoree, ospitava i locali delle antiche scuderie del palazzo. Sul lato destro del cortile si trova un elegante scalone aperto, che conduce ai piani superiori. Gli ultimi due piani sono elevazioni posteriori. Le pareti del maestoso scalone erano affrescate da episodi della "Gerusalemme Liberata". Autore del restauro della prima metà del Settecento è Ferdinando Sanfelice, il maggior artista del tempo legato all'ambiente salernitano.

Da via Botteghelle si imbocca via Guarna Romualdo II, laddove in epoca romana passava il "Decumano Massimo", che andava dal Foro all'Anfiteatro e terminava con l'arco di Trionfo. Lateralmente, lungo l’attuale via Duomo, scorreva il "Labinario" che portava le acque provenienti dalla parte alta della città fino al mare.

In seguito ad adattamenti e trasformazioni il posto fu preferito dal duca normanno Roberto il Guiscardo per la costruzione del Duomo.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Luogo pubblico.

Per ulteriori informazioni consultare il portale Salerno Cultura dal link riportato nella sezione Contatti.

Indirizzo

Contatti

Largo Campo

Descrizione breve
Al "centro" del Centro Storico, è una piazza affascinante, con il magnifico palazzo Genovese a fare da quinta e la fontana dei delfini che abbellisce un angolo.

Fontana dei pesci
Fontana dei pesci

Descrizione

Descrizione estesa

Piazza Sedile del Campo, "Largo Campo" per i salernitani, è stato nelle varie epoche della storia cittadina il centro propulsore di ogni attività. Qui nell’antichissimo "Campus grani" i romani tenevano il mercato del grano e qui si svolgeva la vita salottiera della città antica, con la "banca", "i negozi di lusso”, "il caffè dei signori”, il gioielliere di "antica casa", la modista "capricciosa" e la libreria "progressista". 

Qui, nel tardo Medioevo, le corporazioni di artigiani avevano la facoltà di esprimere lagnanze e discutere alla presenza dei notabili del seggio.

A "porta Rateprandi", inizialmente, si incrociavano importanti vie della parte alta della città antica, ma, in seguito, con l’apertura di Porta Catena, la zona sino "all'arco di Arechi" fu ampiamente trasformata. All'altezza dell'antica "porta Rateprandi", è situata la Chiesa di S.Andrea de Lavina.Fondata nell’806, ha una Cripta adorna di affreschi preziosi, la facciata medievale e il campanile arabo.

Al 1600 risale la costruzione della fontana, attribuita erroneamente al Vanvitelli, esposta in fondo alla via Dogana Vecchia, con delfini, vasca a calice e maschere grottesche, zampillanti di rinfrescanti acque.

Nella Piazza del Campo si affacciano inoltre alcuni palazzi nobiliari, come il Palazzo Bottiglieri, dal progetto simmetrico e dal magnifico portale di tufo con caratteristica testa e il Palazzo Genovese, di arte barocca, oggi sede di eventi espositivi.

Adiacente alla piazza del Campo ritroviamo il vicolo delle Galesse. Un tempo ricco di botteghe di artigiani che costruivano calessi, il vicolo oggi è ricordato, perché qui è nato e ha trascorso l'infanzia e la prima giovinezza il poeta Alfonso Gatto (1909- 1976).

Procedendo da Largo Campo verso Porta Catena si può entrare nel caratteristico rione Fornelle. Nato intorno al IX secolo, si chiama così a ricordare la presenza di forni per la cottura delle ceramiche impiantati dai Vietresi. Durante il Principato qui vennero ospitati anche amalfitani in fuga dagli incursori saraceni, che incrementarono lo sviluppo dei forni per la cottura delle terraglie. Prima dell'alluvione del 1954 che colpì soprattutto questo rione, l'originalità delle Fornelle era data da vicoletti molto stretti con case dotate di ampi terrazzi sui cortili.

Oggi il quartiere è sede di un progetto di arte di strada con murales che lo abbelliscono e che meritano un’attenta visita.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Luogo pubblico.

Per ulteriori informazioni consultare il portale Salerno Cultura dal link riportato nella sezione Contatti.

Indirizzo

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Museo della ceramica Alfonso Tafuri

Descrizione breve
Un curioso museo privato che mostra una serie di esempi della ceramica vietrese, dal XVI secolo all'età contemporanea.

Museo ceramica Tafuri
Museo ceramica Tafuri

Descrizione

Descrizione estesa

Istituito il 26 settembre 1987, il Museo della Ceramica ha sede in alcuni locali sotterranei situati tra via Duomo e Larghetto Cassavecchia all'interno di un palazzo settecentesco, in uno dei luoghi più suggestivi del Centro Storico di Salerno.

Il Museo raccoglie gli oggetti in ceramica rinvenuti negli ultimi anni a Salerno durante gli scavi per il restauro di edifici pubblici e privati, nel corso di lavori stradali o addirittura tra i rifiuti prodotti dai cantieri edili.

Questi oggetti sono stati pazientemente raccolti da Alfonso Tafuri, importante orefice, appassionato della conservazione e del restauro, e sono espressione della produzione di ceramiche salernitane e vietresi dal XVI secolo all'età contemporanea.

La Collezione è divisa in diverse sezioni. Nelle prime vetrine, lato sinistro per chi entra, è esposto il materiale recuperato nel centro storico di Salerno. Segue una ricca collezione di riggiole esposte su pannelli.

La riggiola è una mattonella in cotto di forma quadrata e decorata, utilizzata per i pavimenti e i rivestimenti di case, chiese e conventi. Questa produzione è tipica della ceramica di Vietri dell’800.

Troviamo poi la sezione dedicata alla raccolta di targhe e pannelli devozionali, di ceramica vietrese e napoletana. Da segnalare in particolare la produzione del cosiddetto “periodo tedesco” 1920-1945, che comprende numerosi oggetti di particolare pregio artistico.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Visitabile su appuntamento 

Tel. 089.227782 / 351.9403041

Ingresso gratuito

Accesso da Via Largo Casavecchia.

 

Indirizzo

Museo della ceramica Alfonso Tafuri

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Chiesa di San Michele Arcangelo e Santo Stefano

Descrizione breve
L'antica Chiesa ha bei marmi settecenteschi ed è collegata al convento femminile prima benedettino e poi francescano.

Chiesa di S. Michele Arcangelo e S. Stefano
Chiesa di S. Michele Arcangelo e S. Stefano

Descrizione

Descrizione estesa

Il santo guerriero e le monache benedettine

La Chiesa di San Michele ha origine longobarde, evidenziate fin dalla dedicazione. L’Arcangelo Michele, santo guerriero, era infatti particolarmente amato dal popolo longobardo che vi ritrovava il raccordo con le antiche divinità armate di spada della sua origine pagana.

Purtroppo la Chiesa oggi non trova alcuna traccia della sua antichità ed è impostata secondo le modalità cinquecentesche delle chiese della Controriforma, con unica navata a botte e il coro in controfacciata.

Alcuni dipinti settecenteschi di G.B. Rossi ne abbelliscono gli interni. Ma l’evidenza artistica più importante è l’altare di marmo commesso e i comunichini, anch’essi di marmo colorato, elegantemente decorati con angeli.

Collegato alla Chiesa c’è un convento destinato alle suore benedettine già nell’XI secolo e poi passato all’ordine francescano.

 

Servizi presenti nel luogo

Servizi presenti nel luogo

Soluzioni Personalizzate: Uffici private, sale meeting e aule formazione.

Portineria: 

Rest Area: Aree attrezzate per la pausa caffé, aperitivi e buffet

Connessione internet

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Nel 2017, la Fondazione Carisal ha avviato un percorso di pianificazione orientato al restauro, alla valorizzazione e alla rifunzionalizzazione dell’ex convento, con lo scopo di creare un nuovo punto di riferimento promotore di attività sociali, culturali ed ambientali per la collettività, ed in particolare, per i giovani (https://complessosanmichele.com/).

Accesso consentito in occasione di eventi.

 

Indirizzo

Chiesa di San Michele Arcangelo e Santo Stefano

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Chiesa del Santissimo Crocifisso

Descrizione breve
Dalla facciata anonima, ma molto bella all'interno, con due livelli, quello sotterraneo antichissimo. Il nome moderno ricorda la leggenda del mago Berliario.

Chiesa del Crocifisso
Chiesa del Crocifisso

Descrizione

Descrizione estesa
  1. Da Santa Maria della Pietà al Crocifisso
    La chiesa ha uno schema basilicale a tre absidi rivolti verso oriente e a tre navate, scandite da colonne di spoglio, su cui poggiano archi a tutto sesto in muratura listata con cornicione in tufo giallo. Il lato nord della chiesa è leggermente maggiore di quello a sud, per cui risulta lievemente inclinata. Nella nicchia rettangolare a sinistra, in taluni periodi dell’anno, vi è un Crocifisso ligneo del XVIII secolo, ascritto a Pietro Barliario. Sottostanti l'altare di destra vi sono affreschi del XVI-XVII secolo.
    All’esterno, lungo il muro laterale che affaccia su via Mercanti, val la pena ammirare la muratura originale di epoca romanica, scandita da monofore. 
  2. Le trasformazioni e il livello inferiore
    La chiesa ha subito varie trasformazioni nel corso del Novecento. Nel 1928 fu realizzata una prima nuova facciata, in stile accademico, con porticato sovrapposto che ricalcava lo schema interno a tre absidi. Dopo la grande alluvione del 1954, la chiesa venne ripristinata e consolidata secondo l'immagine originale, in falso stile neoromanico. La seconda nuova facciata inglobò internamente il porticato novecentesco e alla sua destra fu impiantato il campanile. 
    Al di sotto della chiesa è possibile ammirare la cripta, ufficialmente scoperta nel 1950. Si pensa che la cripta risalga all'VIII secolo e sia anteriore alla chiesa superiore. Un celebre affresco della Crocifissione, databile tra il XIII e XIV secolo, testimonia le influenze angioine a Salerno, in una struttura pienamente funzionante.
    La cripta, come la chiesa superiore, è a pianta basilicale con tre navate, separate da archi con volte a crociera, e culminanti in tre absidi rivolte ad oriente. Gli archi poggiano su pilastri inglobanti antiche colonne di spoglio. Sul lato nord vi sono delle monofore.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Luogo di culto.

Ingresso gratuito.

Accesso da Piazza G. Matteotti 1.

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Chiesa di Sant' Agostino

Descrizione breve
La Chiesa di Sant'Agostino, posta all'interno del Palazzo della Provincia, conserva una tavola della Madonna. Anticamente sede del convento di Sant'Agostino.

Chiesa di S. Agostino
Chiesa di S. Agostino

Descrizione

Descrizione estesa

Il Palazzo della Provincia, in bella posizione di fronte al mare, è la prima edificazione cittadina costruito con cultura moderna su progetto dell’ingegner Grasso a inizio Ottocento. Ma l’edificio, che pure in epoca moderna ha subito una serie di rimaneggiamenti e di ampliamenti – come la torre dell’orologio che è di fine Ottocento – si insedia su un monastero dedicato a Sant’Agostino, costruito nel 1400. Allora l’edificio dava sulla spiaggia e insisteva sulle mura cittadine, e appunto sulla spiaggia antistante fu miracolosamente trovata nel 1453 la tavola dipinta cosiddetta della Madonna di Costantinopoli, dipinto considerato miracoloso e collegato alla devozione popolare. 

La linea dello stabile rivolta al mare - l’entrata del monastero era sul lato opposto - evidenzia una sobria simmetria impostata sopra l’asse del portone con quattro balconi per ogni lato. Dipinti ottocenteschi e poi numerose foto d’epoca ritraggono il palazzo che era considerato fulcro della nuova città. All’interno sono conservate alcuni pregiati dipinti che vanno dal Quattrocento al Settecento. 

La Chiesa di Sant’Agostino, che dà sul lato della piazza originariamente entrata del convento, è di impianto tardo Seicentesco, ma è ovviamente di origine del XV secolo, e in essa si svolge un episodio di una novella di Masuccio Salernitano, il maggiore novellista del Quattrocento italiano. 

All’interno della Chiesa, oltre alla tavola della Madonna di Costantinopoli (in realtà di impianto occidentale) del XIV secolo, ci sono altre pregevoli opere d’arte, tra cui un bel Crocifisso ligneo del secolo XV.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Luogo di culto.

Ingresso gratuito.

Accesso da Via S. Agostino 1.

Indirizzo

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Chiesa di Santa Lucia de Giudaica

Descrizione breve
Nell'antico quartiere della Giudaica, la Chiesa di Santa Lucia dedicata a una santa molto venerata a Salerno.

Chiesa di S. Lucia de Giudaica
Chiesa di S. Lucia de Giudaica

Descrizione

Descrizione estesa

La Chiesa di Santa Lucia, posta oggi in una bella piazzetta che si apre su Via Roma, è stata eretta nel 1400 a ridosso di quello che è stato il quartiere ebraico della città, la Giudaica. A ridosso delle mura, questo quartiere era stato abitato da una numerosa comunità di ebrei fino al XIII secolo, una comunità che si dedicava all’artigianato e che non ha lasciato tracce se non nei toponimi. 

La chiesa, riccamente decorata alla fondazione, ha avuto una serie di rifacimenti che ne hanno radicalmente cambiato la struttura e anche la perduta decorazione. Quella che vediamo oggi è la versione della seconda metà dell’Ottocento, dopo l’Unità, e gli affreschi che adornano le pareti sono attribuibili a quel periodo. Le statue lignee di Santa Lucia e dell’Immacolata (particolarmente bella) sono invece del Settecento.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Luogo di culto.

Ingresso gratuito.

Ingresso da Vicolo Giudaica.

Indirizzo

Chiesa di Santa Lucia de Giudaica

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Chiesa di Santa Lucia de Giudaica

Chiesa di San Giorgio

Descrizione breve
La Chiesa fa parte di un complesso monastico dove all'interno del quale c'è la più bella chiesa barocca di Salerno, con gli affreschi dei Solimene.

Chiesa di San Giorgio
Chiesa di San Giorgio

Descrizione

Descrizione estesa

Superata la facciata impersonale su via Duomo, la Chiesa di San Giorgio si presenta come la più bella chiesa barocca esistente a Salerno, ricca di affreschi di pregio. Risale all'VIII secolo, costruita sulle fondazioni di una chiesa ancora più antica dedicata al santo orientale. 

La chiesa, che vediamo oggi, fa parte della ristrutturazione, realizzata nell'ultimo trentennio del Seicento, dell'antico Monastero di San Giorgio, che attualmente ospita le caserme dei carabinieri e della guardia di finanza. Con il restauro post-terremoto del 1980, al di sotto dell’attuale pavimento, sono riemersi i resti di una struttura absidale affrescata, anteriore al X secolo: per renderli visibili è stato installato un congegno elettrico che solleva il pavimento.

L'interno della chiesa è a navata unica, coperta da volta a botte unghiata, con cappelle laterali, transetto rettangolare, sormontato da cupola, e uno spazio quadrato retrostante l'altare. 

In questa chiesa sono da segnalare:

  • la tavola di Andrea Sabatini da Salerno con la Vergine col Bambino fra Sant'Agostino, Santa Scolastica, San Benedetto e un Evangelista (1523);
  • gli affreschi di Angelo e Francesco Solimena della seconda metà del Seicento. Di F. Solimena sono le storie delle Sante Tecla, Archelaa e Susanna e il quadro con San Michele Arcangelo;
  • gli stucchi indorati dell'artigiano vietrese Nicola d'Acunto (1694-1695);
  • l'altare maggiore seicentesco in marmi policromi, con inserti in madreperla e rilievi in marmo bianco, con la statua di San Giorgio che uccide il drago, attribuito ai maestri carraresi Pietro e Bartolomeo Ghetti.
  • la serie di dipinti, collocati sulla controfacciata e nel transetto, opera dei primi del 1700 di Giovanni Battista Lama, allievo di Paolo de Matteis.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

La Chiesa di San giorgio fa parte dell'itinerario "Salerno Sacra"

In tutti i siti dell’itinerario è possibile acquistare i Pass d’ingresso con carta di credito o in contanti. 

Full Pass (Cattedrale, Museo Diocesano "San Matteo", Chiesa di San Giorgio): 

  • €10 intero
  • €6 ridotto* 

Smart Pass (due biglietti d'ingresso a scelta fra Cattedrale, Museo Diocesano "San Matteo", Chiesa di San Giorgio): 

  • €7 intero
  • €5 ridotto* 

Single Pass (valido esclusivamente per Museo Diocesano "San Matteo" e Chiesa di San Giorgio): 

  • €5 intero
  • €3 ridotto* 

Single Pass (valido solo per la Cappella Palatina di San Pietro a Corte) 

  • €3 intero
  • €1.50 ridotto 

*Riduzioni previste: 

  • Over 65
  • 6-18 anni
  • Docenti e studenti
  • Accompagnati da residenti diocesi
  • Accompagnati da Guida turistica.

Pass gratuito:

  • Bambini fino a 6 anni
  • Invalidi e portatori di handicap con accompagnatore
  • Religiosi
  • Guide turistiche
  • Residenti della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno (Museo escluso)
  • Docenti e studenti delle Facoltà di Architettura, Beni culturali, Lettere e Filosofia, Scienze della formazione con indirizzo Archeologico, Storico o Artistico, Accademia delle Belle Arti.

Gruppi da 5 a 30 persone:

  • €6 full pass
  • €5 smart pass

Gruppi da +30 persone:

  • €5 full pass
  • €4 smart pass

Gruppi scolastici non appartenenti alla Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno:

  • €1.50 per ogni sito d’interesse a studente, ingresso gratuito per gli insegnanti accompagnatori.

Per ulteriori informazioni consultare il portale Salerno Sacra

Indirizzo

Orario per il pubblico

Orario per il pubblico
  • Tutti i giorni : 09:30 - 18.30

Chiusura straordinaria:

  • 24 Dicembre dalle 13.00
  • 25 Dicembre
  • 31 Dicembre dalle 13.00
  • 1 Gennaio
  • Domenica di Pasqua

Contatti

Palazzo Arcivescovile e Tempio di Pomona

Descrizione breve
Il Palazzo presenta varie stratificazioni: il bel colonnato all'esterno di reimpiego, l'aula interna di un antico tempio romano, l'impianto di epoca medievale.

Tempio di Pomona
Tempio di Pomona

Descrizione

Descrizione estesa

Passeggiando nel centro storico di Salerno, giunti al Duomo, basta far cadere lo sguardo a valle della bella Cattedrale, verso mezzogiorno, per scorgere un antico edificio, che mostra i resti di vari passaggi storici e architettonici: il Palazzo Arcivescovile. 

Quest’ultimo ha infatti subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli e presenta stratificazioni di epoche diverse, dovute ad interventi di ampliamento o di ricostruzione. La parte più antica è quella che si apre su via Roberto il Guiscardo, la cui parete esterna è costituita da colonne e frammenti di archi composti da blocchi di tufo e travertino con decorazioni ad intarsi lapidei, databili fra fine XI e tutto il XII secolo. 

La costruzione del palazzo è dunque immediatamente successiva a quella del Duomo a cui si collega, attraverso un vano di passaggio, la Cappella di Nona, posta all’altezza del transetto del Duomo.

Il Palazzo arcivescovile oltre all’evidente valore storico-architettonico custodisce al suo interno anche numerose opere d’arte. Ai piani superiori, sono, infatti esposte quattro tele di Francesco Solimena: Saul agitato, Loth e le figlie, Sacrificio di Isacco e Giuditta e Oloferne

Al pianterreno, passando per un cortile interno e attraversando una scala, si raggiunge, poi, l'ala nuova dell'edificio, ricostruita alla fine della guerra. Qui si trova il Salone degli stemmi, decorato dagli stemmi di tutti gli arcivescovi ed è possibile inoltre ammirare alcune tele del XVIII secolo: l’Ascensione della Vergine, attribuita a Francesco Giordano di scuola solimenesca; l'Annunciazione di un autore ignoto, e due raffinate tele (Presentazione della Vergine al Tempio e Annunciazione) di Didacus da Sessa, pittore locale attivo intorno alla metà del XVIII secolo. 

Alla sinistra del Palazzo Arcivescovile sorge il Tempio di Pomona, probabilmente un tempio pagano dedicato alla dea, anche se gli archoelogi parlano di falsa attribuzione, oggi sede di importanti mostre ed eventi. Il tempio è costituito da una grande aula divisa in due da un colonnato di sei colonne scanalate; i capitelli delle statue sono decorati con teste femminili.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Apertura in occasione di mostre ed eventi.

Ingresso da via Roberto il Guiscardo nei pressi del Duomo di Salerno.

Per ulteriori informazioni consultare il portale Salerno Cultura dal link riportato nella sezione Contatti.

Indirizzo

Palazzo Arcivescovile e Tempio di Pomona

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Palazzo Arcivescovile di Salerno e Tempio di Pomona

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