Giardini di Piazza Luciani

Descrizione breve
Di fronte all'ingresso del Teatro Municipale G. Verdi si trovano i giardini pubblici dedicati a Matteo Luciani, primo sindaco della Salerno post-unitaria.

Giardini di Piazza Luciani
Giardini di Piazza Luciani

Descrizione

Descrizione estesa

I Giardini di piazza Matteo Luciani furono realizzati contemporaneamente alla Villa Comunale e sono circondati da tre assi stradali che conferiscono all’area verde una caratteristica forma triangolare.

Al centro del giardino si erge il busto di Matteo Luciani, realizzato nel 1937 da Pasquale Avallone. Matteo Luciani fu il primo sindaco di Salerno dopo l’Unità di Italia, e fece edificare la Villa Comunale ed il Teatro Verdi oltre ad avviare un importante processo di rinnovamento urbano che favorì la rinascita della città.

L’artista sembra concentrarsi sui particolari del volto riuscendo a coglierne pienamente la più profonda ed intima umanità espressiva. Interessante il bassorilievo in bronzo a corredo della statua, nel quale la viva dinamicità delle figure si realizza sull'incrocio di linee orizzontali e verticali come è proprio in alcune opere dell'Avallone datate intorno a questo periodo.

Alle spalle del Teatro e appena fuori dalla recinzione della Villa Comunale si trovano i piccoli ma graziosi giardini di Piazza Umberto I caratterizzati da un’aiuola centrale di forma ovale, una rigogliosa vegetazione e alcune panchine.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Luogo pubblico.

Per ulteriori informazioni consultare il portale Salerno Cultura dal link riportato nella sezione Contatti.

Indirizzo

Contatti

Museo Città Creativa

Descrizione breve
Nasce per valorizzare l'arte ceramica in ogni sua forma e rappresenta uno spazio innovativo e dinamico nel quale si alternano mostre e laboratori creativi.

Museo Città Creativa
Museo Città Creativa

Descrizione

Descrizione estesa

Da Fratte salendo sulla collina di Ogliara si arriva al Museo “Città creativa”, centro municipale di sperimentazione e documentazione della ceramica  contemporanea. Nato nel 1997 come progetto di rilancio economico, sociale e  culturale dell’antica tradizione artigianale del “cotto di Rufoli” a poca distanza dalle antichissime Fornaci a fascine che sono state recentemente ristrutturate dai Fratelli De Martino, produttori del cotto locale secondo gli antichi rituali del fuoco.

Rufoli, in altre parole, è l’antica terra-madre da cui i vasai campani ed anche quelli di Vietri attingevano ed attingono la materia prima per lavorarla e renderla manufatto. Fin dai tempi etruschi la zona di Brignano fino a Rufoli è stata sede di attività di estrazione e lavorazione ceramica, il cotto base dell’edilizia locale: ed a partire da quei laterizi semilavorati ha avuto origine la scuola vietrese, vivificata e rinnovata fra gli anni venti e trenta dal cosiddetto gruppo tedesco, capitanato da Richard Dolker. Sul finire degli anni cinquanta nuovi laterizi più economici sostituirono i vecchi mattoni in cotto. Prodotti su scala industriale sostenevano meglio ed economicamente il boom edilizio e demografico di quegli anni.  E la produzione artigianale subì una prima sterzata che gradualmente continuò negli anni.

Attualmente le Fornaci De Martino sono le uniche superstiti di quei modi e ritmi artigianali e chi le visita può assistere al suggestivo ciclo ceramico a fascine oramai del tutto scomparso altrove, dalla estrazione nella cava fino allo scalpellino che rifila ogni mattonella una ad una.

Il Museo “Città Creativa”, nato nel 1997 per volontà dell’Amministrazione Comunale di Salerno, è uno spazio – laboratorio rivolto alla ricerca di nuove identità ceramiche per valorizzare e rilanciare la produzione del cotto artigianale di Rufoli, nonché luogo di sperimentazione e documentazione sulla ceramica contemporanea.

L’Amministrazione Comunale puntò a ridare vitalità al retroterra storico - artigianale di Rufoli, proponendo un “museo dinamico” che avesse come proprio fine la riscoperta dell’identità di un territorio caratterizzato da secoli dalle attività ceramiche attraverso la riattivazione delle vecchie fornaci abbandonate, la promozione di attività didattica e la promozione di artisti nuovi ed innovativi del campo. Dal ’97 ad oggi il Museo si è fatto promotore di tutti gli obiettivi sopraccitati attraverso: esposizioni di arte ceramica contemporanea, mostre didattiche e performance di arte raku ; corsi di ceramica-base, di decorazione su cotto ed altre arti applicate rivolte per lo più alle giovani generazioni; iniziative turistiche, nell’ambito della manifestazione annuale “Visitiamo la città”; concorsi ceramici; convegni  di interesse  storico,  artistico  sociologico  nell’ambito   dell’artigianato ceramico, creazione di alcuni laboratori ideativi concessi in comodato d’uso ai ceramisti: Enrica Rebeck, Marco Bacchilega, Marcello Ragone, Vincenzo Borriello-torniante. La collezione di opere di arte ceramica si è andata gradualmente formando attraverso le donazioni che si sono succedute alle esposizioni effettuate da parte di artisti, ceramisti, architetti e/o associazioni attive in questo centro sperimentale. Queste opere sono collegate fra loro dal filo della ricerca e della sperimentazione di tecniche, forme e cromie nuove.

I principali artisti che hanno esposto e donato: 

Riccardo Dalisi (mattonelle esterne e piastre in deposito), Lello Esposito, Lucio Liguori, Ugo Marano (mattonelle realizzate per il pavimento dell’ultima sala del Museo), Enrica Rebeck e Marco Bacchilega( Bottega Ta), Monica Amendola, Ilaria Di Giacomo (curatrice dei corsi del Museo secondo il metodo Munari di Faenza), le due honduregne Ubaldina e M. Magdalena Manzanares, gli argentini Josè Bravo ed Aitor Romano (due grandi tele ultima sala), l’italo-francese Biagio Pancino, Sofia De Mas e Pierluigi De Mas (produttore di Jacovitti), Gelsomino D’ambrosio, Pietro Falivena, Augusto Pandolfi, Antonio Petti, Marco Vecchio, Pietro Lista, Giovanni Cavaliere, Ferdinando Vassallo.

Nel 2003 il Museo partecipa al Festival Cartoons on the Bay a Positano, invitando filmakers ed illustratori presenti alla manifestazione a decorare a tema libero una o più mattonelle in cotto di Rufoli. Aderiscono all'iniziativa: Bruno Bozzetto, Yusako Fusaki, Lino e Rosanna Banfi, Pierluigi Pagot (figlio del creatore di Calimero), Maurizio Nichetti, Fusako Yusaki (nota ai ragazzi per la trasmissione l’Albero Azzurro), Gregoire Solotareff premiato  per la serie televisiva Loulu. La collezione di più di 100 mattonelle che ne è risultata è in mostra permanente presso il Museo.

Testo di Gabriella Taddeo

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Ingresso libero.

Il museo è stato oggetto di un intervento di rimozione delle barriere fisiche e cognitive promossi dal Comune di Salerno.

Indirizzo

Orario per il pubblico

Orario per il pubblico

Lunedì – Mercoledì – Venerdì: 09.00-13.00;
Martedì – Giovedì: 09.00-13.00/16.00-18.00

Contatti

Archivio di Stato

Descrizione breve
Antico palazzo sede della Regia Udienza, poi Gran Corte Criminale. Già dall'epoca aragonese si è amministrata la giustizia.

Archivio di Stato
Archivio di Stato

Descrizione

Descrizione estesa

In uno dei luoghi più ricchi di storia di Salerno, in quello che probabilmente era il Foro della città romana, sorge il palazzo che ospita l’Archivio di Stato, sede in epoca longobarda di case e chiese oggi scomparse. Qui fu edificato un palazzo in epoca aragonese, che incorporò la Chiesa di San Ludovico, recentemente messa a disposizione della cittadinanza con i suoi begli affreschi. 

Per secoli questo palazzo fu sede della Regia Udienza, cioè del tribunale di Salerno, e questa destinazione gli fu conservata con l’avvento ai primi dell’Ottocento dei regni napoleonidi e poi dalla Gran Corte Criminale, che in epoca borbonica definiva il tribunale penale. Solo con la costruzione del Palazzo di Giustizia al Corso Vittorio Emanuele nel 1934, la destinazione dell’edificio divenne quella attuale. Il processo più famoso fu quello intentato ai protagonisti sopravvissuti della spedizione di Sapri, con la condanna a morte, commutata all’ergastolo, di Giovanni Nicotera, il collaboratore più vicino di Carlo Pisacane

Il Patrimonio dell'Archivio di Stato di Salerno è assai ricco: circa centomila pezzi di documentazione cartacea e più di mille pergamene, oltre ad una biblioteca di circa ventiquattromila volumi. Periodicamente vengono organizzate esposizioni ed eventi che mettono in mostra alcune parti del patrimonio, che riguarda, inevitabilmente, anche reperti della Scuola Medica Salernitana, tra cui alcuni diplomi di laurea.

Servizi presenti nel luogo

Servizi presenti nel luogo

Sala di Studio

Ricerche per corrispondenza

Formazione - Tirocini

Didattica - scuole

Fotoriproduzione

Concessione in uoso locali (Eventi, convegni, concerti, ...)

Per maggiori informazioni visitare la seguente pagina web.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Ingresso gratuito.

Da lunedì 1 luglio 2024 la Sala di Studio sarà aperta al pubblico con il seguente orario: 

lunedì e venerdì: 7.45-13.45 

martedì, mercoledì, giovedì: 7.45-17.15 

Per le VISURE CATASTALI saranno ammessi quattro utenti a settimana, (due il martedì e due il giovedì) previa prenotazione all'indirizzo mail: as-sa.salastudio@cultura.gov.it tramite apposito modulo dal sito web dell'Archivio di Stato di Salerno.

Modulo prenotazione accesso SALA DI STUDIO scaricabile dal sito web dell'Archivio di Stato di Salerno.

Indirizzo

Orario per il pubblico

Orario per il pubblico
  • lunedì e venerdì: 7.45-13.45
  • martedì, mercoledì, giovedì: 7.45-17.15

 

Contatti

Museo Roberto Papi

Descrizione breve
Un museo dedicato a antichi reperti di medicina risalenti ai secoli tra XVII e XX. Quattordici sale con ricostruzioni di gabinetti medici e studi farmaceutici.

Museo Roberto Papi
Museo Roberto Papi

Descrizione

Descrizione estesa

Un Museo originalissimo e di grande interesse didattico, è dedicato all’antica medicina, attraverso l’esposizione in quattordici sale di Palazzo Galdieri. Il Museo è intitolato a un collezionista romano, Roberto Papi, ed è stato curato dal padre Mario e dal fratello Fernando con la disponibilità al Comune di Salerno. La collezione è costituita da attrezzature medico-chirurgiche e da strumenti storici databili tra il XVII e il XX secolo.

La messa a disposizione di tale collezione alla città di Salerno non è casuale: la sede della prima università medica dell’Occidente, la Scuola Medica Salernitana, è la sede ideale per una visita nell’antica medicina. Tutte le branche mediche sono rappresentate: anatomia, anestesiologia, chirurgia generale, chirurgia militare, neurochirurgia, oculistica, odontoiatria, ostetricia e ginecologia, otorinolaringoiatria, pneumologia, riabilitazione, traumatologia e urologia. Sono stati allestiti anche interi studi medici antichi, ospedali da campo, studi farmaceutici. 

La collocazione in un palazzo storico in via Trotula de Ruggiero, e cioè nella via intitolata alla più famosa delle mulieres salernitanae, le medichesse medievali, rende ancora più suggestiva la visita a questo museo particolarissimo.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Costo Biglietti:

  • Intero: € 3,00;
  • Ridotto: € 1,50 per over 65, studenti e bambini fino ai 6 anni.

Possibilità di acquistare un biglietto cumulativo per visitare il Museo Roberto Papi e Il Museo Virtuale al costo di euro 5.

Ingresso da Via Trotula De Ruggiero.

Indirizzo

Orario per il pubblico

Orario per il pubblico
  • Lunedì: 10:00 - 13:00 / 16:00 - 21:00 (Ingresso consentito solo previa prenotazione)
  • Martedì: 10:00 - 13:00 / 16:00 - 21:00 (Ingresso consentito solo previa prenotazione)
  • Mercoledì: 10:00 - 13:00 / 16:00 - 21:00 (Ingresso consentito solo previa prenotazione)
  • Giovedì: 10:00 - 13:00 / 16:00 - 21:00 (Ingresso consentito solo previa prenotazione)
  • Venerdì: 10:00 - 13:00 / 16:30 - 18:30
  • Sabato: 10:00 - 13:00 / 16:30 - 18:30
  • Domenica: 10:00 - 13:00. (Ingresso consentito solo previa prenotazione).

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Palazzo di Governo

Descrizione breve
Rappresenta l'evoluzione stilistica dell'architettura di epoca fascista, ormai lontana dal periodo classico ed orientata a soluzioni più lineari e moderne.

Palazzo di Governo
Palazzo di Governo

Descrizione

Descrizione estesa

Il Palazzo di Governo (o del Littorio) sorge in una zona interessata da un’importante espansione, nell’ambito del vasto programma di interventi urbanistici realizzati nei primi decenni del Novecento. 

Opera architettonica di stile fascista, a differenza di Palazzo di Città ancora legato agli equilibri architettonici di gusto classico, il Palazzo di Governo obbedisce ad uno stile più moderno e lineare, caratterizzato da linee scarne ed essenziali.

Ultimato nel 1941, l’edificio presentava un lungo porticato e una pregevole statua in ceramica dell’artista Renato Rossi, raffigurante il Sogno di Bellerofonte.  Nel 1943, durante lo sbarco alleato, subì notevoli danni; fu poi ristrutturato negli anni Cinquanta, divenendo sede della Prefettura di Salerno.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Sede della Prefettura di Salerno.

L'ingresso è libero.

E' possibile raggiungere la struttura a piedi, o con un mezzo di trasporto.

Per ulteriori informazioni consultare il portale Salerno Cultura dal link riportato nella sezione Contatti.

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Palazzo Genovese

Descrizione breve
Opera prima dell'architetto Mario Gioffredo. L'imponente edificio presenta una scenografica gradinata centrale con un sinuoso gioco di archi marmorei.

Palazzo Genovese
Palazzo Genovese

Descrizione

Descrizione estesa

Abitato fin dal 1621 dalla famiglia Pinto, Palazzo Genovese fu donato dall’ultimo discendente della nobile famiglia ai Padri Teresiani che, non avendo risorse per ristrutturarlo, lo concessero in enfiteusi al barone Matteo Genovese.

I lavori di restauro iniziati intorno alla metà del Settecento, furono affidati al giovane architetto Mario Gioffredo, uno dei principali esponenti dell’architettura settecentesca napoletana, allievo di Ferdinando Sanfelice. Infatti, la soluzione stilistica che caratterizza l’ampia scala con la parete traforata da voluminose aperture richiama inequivocabilmente l’architettura di Ferdinando Sanfelice nell’omonimo palazzo a Napoli, mentre il portale con timpano spezzato si rifà ai raffinati modelli solimeneschi.

L’edificio affaccia su piazza Sedile del Campo e presenta una pianta rettangolare ed un cortile interno; sul portale d’ingresso, bugnato in pietra calcarea, è posto lo stemma della famiglia Genovese.

Fino agli anni Ottanta del secolo scorso il palazzo ha funzionato da scuola elementare, mentre, dopo il terremoto del 1980 ha ospitato mostre, convegni e festival negli ambienti al piano terra. Un’ala dell’edificio è oggi affidata all’Università degli Studi di Salerno.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Il palazzo è visitabile in occasione di mostre ed eventi culturali.

L'ingresso è su piazza Sedile del Campo.

Per ulteriori informazioni consultare il portale Salerno Cultura dal link riportato nella sezione Contatti.

Indirizzo

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Chiesa di Sant'Andrea de Lavina

Descrizione breve
Una chiesa molto antica, costruita su tre livelli dal IX al XII secolo con interessanti tracce di affreschi, risalenti all'epoca longobarda.

Chiesa di S.Andrea de Lavina
Chiesa di S.Andrea de Lavina

Descrizione

Descrizione estesa

Sant’Andrea è uno dei più antichi edifici ecclesiastici del Medioevo salernitano, attestato già nel IX secolo. Il torrente Lavina, uno dei tanti corsi d’acqua che scendono dal monte Bonadies, scorre sotto la strada e dà il nome alla chiesa. La chiesa è una stratificazione di tre diversi edifici, il cui più antico è sepolto più di sei metri sotto il livello dell’attuale e presenta tracce di antichi affreschi raffiguranti i quattro Arcangeli.

Un livello superiore, del X secolo probabilmente, presenta altri lacerti di affreschi e una scritta in greco.

Il livello attuale è del XII secolo, con ancora delle tracce di affreschi, oltre a decorazioni di epoca barocca.

Un alto campanile affianca la chiesa e doveva svettare su tutta la città antica. La sua configurazione attuale con le arcate ogivali è di impianto gotico.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Accesso da Vicolo Porta Rateprandi.

a guidare le visite ci sono dei volontari molto particolari: i Templari Cattolici vestiti con mantello e cotta

 

Indirizzo

Orario per il pubblico

Orario per il pubblico

Chiuso Lunedì, Martedì e Giovedì.

Mercoledì: 17.00 - 19.30

Sabato e Domenica: 10.00 - 12.00 

 

 

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Chiesa di Santa Maria de Lama

Descrizione breve
Chiesa costruita su due livelli con affreschi longobardi, di cui quello ipogeo risale all'XI secolo. Tappa fondamentale nella visita del Centro Storico.

Chiesa di S. Maria de Lama
Chiesa di S. Maria de Lama

Descrizione

Descrizione estesa
  1. Pitture longobarde
    Santa Maria de Lama conserva le uniche testimonianze di pittura longobarda a Salerno. Nasce come edificio di culto longobardo nell’XI secolo strutturata su due livelli. L’ipogeo, che è la chiesa originale si presenta come una chiesa orientata a Est con colonnelle e una serie di affreschi di santi alle pareti. Tali affreschi sono di epoche differenti, a testimoniare anche una ristrutturazione della chiesa in epoche diverse. Tra i più antichi dipinti sono riconoscibili un Sant’Andrea e un San Bartolomeo di pregevole fattura data l’antichità. La ristrutturazione della chiesa probabilmente nel XIII secolo è stata fatta in relazione con la chiesa superiore, di cui conserva l’orientamento nuovo e la struttura in tre navate. Gli affreschi appartenenti a questa nuova fase sono di una serie di altri santi, tra cui un San Lorenzo e una Santa Radegonda.
  2. Il livello superiore
    Al livello superiore la chiesa presenta una pianta longitudinale divisa in tre navate con colonne di spoglio e, come detto, si tratta di una ristrutturazione del XIII secolo. Il campanile è invece del Seicento, mentre della fine del XV secolo sono i due affreschi su colonne, uno dei quali rappresenta un Cristo ottimamente conservato. Una chiesa dunque che rappresenta un’importantissima testimonianza del periodo longobardo, e che presenta, nelle diverse fasi costruttive e decorative, molteplici motivi di interesse. Bella è anche la collocazione sui gradoni della Lama, uno dei tanti torrenti che attraversavano la città a partire dal monte Bonadies e che oggi è interrato.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Luogo di culto.

Ingresso gratuito.

Accesso da Gradoni Madonna della Lama 2

Indirizzo

Orario per il pubblico

Orario per il pubblico

Visitabile su prenotazione al numero 339692325

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Chiesa della Santissima Annunziata

Descrizione breve
Espressione del Settecento Salernitano, con magnifico campanile e cupola maiolicata. Situata dove era posta l'antica Portacatena, uno degli accessi alla città.

Chiesa della Santissima Annunziata
Chiesa della Santissima Annunziata

Descrizione

Descrizione estesa

La Chiesa della SS.Annunziata, insieme al Castello Arechi  e a Porta Nova  rappresenta uno dei vertici del triangolo geografico, che descrive la pianta della Salerno storica. È situata, infatti, alla fine di via Portacatena, a ricordarci il movimentato via vai di gente che un tempo si affollava fuori della porta cittadina, oggi distrutta.

Sulle origini di questa chiesa si sa che ad essa furono destinate due donazioni della regina Margherita di Durazzo, nel 1404 e nel 1412.

Già dal XVI secolo, il suo clero riceveva sovvenzioni per l’assistenza e l’amministrazione degli ammalati del vicino ospedale S. Giovanni di Dio. Nel 1614, quando la gestione dell’ospedale passò in mano ai religiosi dell’Ordine di S. Giovanni di Dio, al clero dell’Annunziata rimase solo il compito dell’assistenza religiosa e spirituale.

Nella sua storia la chiesa ha subito varie ricostruzioni a seguito di calamità naturali. Ristrutturata completamente a metà del XIX secolo, la chiesa fu sommersa da una valanga di fango e detriti durante l’alluvione del 1954, e sottoposta di nuovo ad un triennio di restauri, che la arricchì di marmi, stucchi e decorazioni sulla volta e nelle cappelle laterali.

Oggi la chiesa, a pianta longitudinale con presbiterio coperto da cupola, mostra uno spiccato stile settecentesco. Al suo interno troviamo varie testimonianze di insigni artisti napoletani. Filippo e Giovanni Ragozzino con Matteo Bottigliero sono autori, per esempio, dell’altare maggiore in fondo alla navata unica, splendido esempio di scultura barocca con decorazioni policrome. Da segnalare anche gli arredi e la porta d’ingresso in legno intarsiato della sagrestia, eseguiti nel 1712 dal maestro d’ascia Saviotto, e l’organo in legno del 1880 in stile neogotico, posto in controfacciata.

A Ferdinando Sanfelice si deve, invece, la vista in esterna di un elegante campanile a quattro ordini sovrapposti, completato da cuspide a pinnacolo, raccordata da volute. Il progetto dell’opera, completata tra il 1707 ed il 1737, è conservato presso il Gabinetto Disegni e Stampe del Museo di Capodimonte a Napoli.

La cupola della Chiesa è stata recentemente decorata con belle maioliche, che valorizzano ulteriormente il monumento.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Luogo di culto.

Ingresso gratuito.

Accesso da via Portacatena.

Indirizzo

Chiesa della Santissima Annunziata

Ulteriori dettagli

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Lungomare Trieste

Descrizione breve
Lunghissima passeggiata percorribile in auto o a piedi. Bar, stabilimenti balneari, caffè all'aperto, panchine per chi voglia ammirare le due coste del Golfo.

Lungomare Trieste
Lungomare Trieste

Descrizione

Descrizione estesa

Il lungomare di Salerno è uno dei più belli e suggestivi d’Italia. Offre una magnifica veduta della Costiera Amalfitana ma è, soprattutto, lo scenario più suggestivo per passeggiare, tra il verde dei giardini e i palmizi, a pochi metri dal centro della città. 

Il lungomare rappresenta uno dei tre assi paralleli, lungo i quali si è sviluppata l’espansione della città. Infatti, insieme a via Roma-Corso Garibaldi e via dei Mercanti-Corso Vittorio Emanuele unisce i due lembi della città vecchia, dal porto commerciale alla stazione ferroviaria.

La sua costruzione, e quella degli edifici che vi si affacciano, e che ancora oggi costituiscono la cortina edilizia più rappresentativa della città, fu avviata nel 1920, in seguito ad opere di trasformazione e sistemazione della spiaggia, allo scopo di creare una difesa contro l’azione erosiva continua esercitata dalle onde.

Tra gli edifici che si affacciano sul lungomare, passeggiando dalla spiaggia di S. Teresa in direzione di Piazza della Concordia, si incontrano il Palazzo della Provincia, la Camera di Commercio, il Palazzo delle Poste e Telecomunicazioni, il Palazzo di Giustizia ed una serie di edifici destinati ad uffici ed abitazioni.

Il lungomare continua per chilometri, in gran parte percorribili a piedi con stabilimenti balneari e spiagge libere. 

Il lungomare è un luogo sempre affollato e ricco di bar e locali di ritrovo, è ideale per rilassarsi ma anche per iniziare una più approfondita visita del centro storico e commerciale della città.

Modalità di accesso

Modalità di accesso

Luogo pubblico.

Per ulteriori informazioni consultare il portale Salerno Cultura dal link riportato nella sezione Contatti.

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